da zaza a zaza parabola da salvare
Il 22 gennaio 2012 una tristissima (in senso figurato come nell’accezione dialettale) Spal perdeva 2-0 sul campo del Viareggio, ed a fine stagione sarebbe retrocessa in Seconda Divisione, salvo dover poi ripartire dalla D a causa dei disastri societari.
Quella sconfitta toscana venne avviata dal gol di un certo... Simone Zaza, oggi attaccante del Torino. Indipendentemente dal fatto che questa sera Zaza possa giocare dall’inizio, o entrare o restare in panca, è lui l’anello di congiunzione tra il momento nero della Spal e l’odierna realtà della serie A. Sono trascorsi sette anni da quel soleggiato pomeriggio versiliese che vedeva in tribuna - tra gli altri - mister Bisoli ed anche l’attuale d.g. spallino Andrea Gazzoli. Sette anni in cui la Spal è caduta nel precipizio, ha rischiato di scomparire e poi è imperiosamente risalita fino a raggiungere l’apice della serie A, oggi alla terza stagione consecutiva, mentre Zaza dal Viareggio è arrivato al Toro passando da Ascoli, Sassuolo, Juve, West Ham e Valencia, vestendo pure la maglia della Nazionale. Due percorsi vincenti.
Per questo oggi, ritrovando Zaza, la Spal deve misurare la strada compiuta, apprezzarne l’importanza, cogliere il significato di quanto sarebbe rilevante non dover scivolare all’indietro disperdendo le conquiste raggiunte. La famiglia Colombarini ed il presidente Mattioli sono sulla tolda di comando dal 2013, l’ascesa è stata conquistata sotto la loro egida. Loro, più di tutti, sanno cosa rappresenta. Per questo sarebbe significativo che a gennaio rinforzassero adeguatamente la squadra. Una vittoria stasera potrebbe aiutare. —
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