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Spal, Semplici ripete il colpo del 2017/18

Paolo Negri FERRARA.
Spal, Semplici ripete il colpo del 2017/18

Dall’orlo dell’esonero alla vittoria della possibile svolta A Torino l’allenatore ha bissato l’impresa di Crotone 

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Il paragone con l’araba fenice è inappropriato, giacché lui non è mai stato cenere, e di conseguenza non è risorto da tale stato. Ma, per certi versi, il post fata resurgo si addice a Leonardo Semplici.

film già visto

Sull’orlo dell’esonero, quindi di una sorta di morte calcistica - che per gli allenatori è nell’ordine delle cose -, il tecnico biancazzurro ancora una volta ha superato il momento più critico. Perchè, non raccontiamoci panzane: se dopo il ko interno con il Brescia uno tra De Biasi e Nicola avesse detto sì anziché nì, a quest’ora sarebbe sulla panca spallina già da un paio di settimane. Al posto di Semplici.

Invece, le esitazioni altrui, il trascorrere dei giorni ed il polso fermo di Semplici (oltre all’immensa dote di credito di cui gode) hanno scongiurato il peggio. Non che fosse scontato. La fiducia verbale incassata dalla società veniva seguita da due trasferte consecutive contro Roma e Torino. Non un regalo. Esattamente come nella stagione 2017/2018, quando le monumentali turbolenze post Milan, l’esonero di fatto annunciato o giù di lì, restarono sospese ai viaggi di Napoli e Crotone. Una situazione sostanzialmente identica a quella ripresentatasi questa volta. Roma come Napoli: sconfitta. Fine della corsa? No, perchè al San Paolo la Spal perse di misura, e all’Olimpico è finita ko dopo un bel primo tempo, il vantaggio, l’illusione del successo, una ripresa ed un tris giallorossi non tali da far votare la sfiducia. E perchè a Crotone arrivò quella che sarebbe stata la svolta, con una vittoria fondamentale. Esattamente come potrebbe esserlo stata quella dell’altra sera a Torino.

svolta tattica

A Crotone mister Semplici svoltò con l’intuizione di Schiattarella centrocampista centrale. Adesso ha trovato nuove risorse adottando il modulo 3-4-1-2, che garantisce equilibrio (anche grazie a Cionek laterale destro: non brillerà di luce propria, commetterà diversi errori tecnici, ma ha un suo perchè) ed al contempo assicura maggior presenza e forza offensiva: 3 gol – in trasferta – in 2 partite, contro i 9 totali nelle precedenti 15. Valoti come enganche può esprimersi al meglio, Petagna con un partner al fianco ed un elemento di raccordo e appoggio alle spalle ha superiore presenza in area e conseguente possibilità di concludere.

limiti e meriti

Tra le squadre di coda (dal basso: Genoa, Spal, Brescia, Sampdoria, Lecce, Fiorentina e Udinese) la Spal è l’unica - con i pugliesi - a non aver cambiato allenatore. Il Genoa è già a due avvicendamenti, come il Brescia. Samp, Udinese e Fiorentina (che rischia di brutto, se cade nel vortice delle tensioni e delle paure) hanno a loro volta mutato guida tecnica.

In tale panorama, la certezza della Spal è Semplici. I limiti strutturali dell’organico non cambiano, il ricorso al mercato è o sarebbe comunque opportuno/indispensabile (a breve il vertice allenatore-società). E la vittoria di Torino (meritata, opportuna, graditissima, fonte di speranza) non può e non deve occultare ciò che non va, evidenziato anche contro i granata (le chances concesse nel primo tempo, le difficoltà incontrate per un tratto della ripresa quando pure si era in superiorità numerica). Ci si passa sopra perchè, come rimarcato alla vigilia proprio da mister Semplici, l’essenziale erano i tre punti, però bisognerà farne tesoro per migliorare e - in futuro - non cadere nelle stesse amnesie.

il comandante

Detto ciò, è evidente ancora una volta che nelle turbolenze (se non addirittura nel momento più difficile in assoluto della Spal degli ultimi anni), con la scialuppa in preda ai marosi, Semplici ha retto forte il timone, con personalità e piglio da condottiero. Se porterà la ciurma al porto della salvezza, allora avrà compiuto la sua più grande impresa spallina. Molto più grande di quelle pur storiche che già figurano negli almanacchi . —



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