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RUGBY SERIE B 

Geostudio, l’obiettivo è diventato la salvezza

Dario Cavaliere
Geostudio, l’obiettivo è diventato la salvezza

I proclami d’inizio stagione si sono infranti su tanti problemi Adesso i cussini devono solo guardarsi le spalle e lottare

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FERRARA. Il Geostudio Cus Ferrara rugby ha dunque chiuso il 2019 con un punto conquistato in casa del Castellana, al termine di un match letteralmente regalato ai veneti da una decisione arbitrale che ancora fa discutere. Punto che muove la classifica, ma che lascia tanto amaro in bocca.

IL PERCORSO

Quest’anno solare è stato un anno impegnativo per la squadra allenata da Dardani e Secco. Tanti sforzi, tante energie spese e forse un raccolto non adeguato al seminato, per mille motivi, alcuni non dipendenti dalla squadra stessa. Nello scorso campionato i ferraresi chiusero l’andata in posizione tranquilla, per poi subire un inspiegabile black out che portò – grazie ad alcuni successi forse insperati – a disputare lo spareggio salvezza poi vinto contro il Riviera. Con la consapevolezza che non si sarebbe dovuto e potuto ripetere una stagione del genere, in estate si era provato a gettare le basi per qualcosa di più strutturato, con obiettivo una salvezza tranquilla. Il responsabile di sezione Trombetta inserisce il rodigino Piero Tellarini come direttore tecnico societario, struttura il lavoro alle spalle della seniores e proclama di puntare alla serie A con piano triennale, poi ingaggia una lunga tenzone con il Badia per il passaggio in terra veneta (a Rovigo e Badia) di Cavalieri, Leccioli e Ghelli, che si chiuderà con la concessione dei nullaosta senza contropartita tecnica, ma solo economica. L’organico così s’indebolisce.

ARRIVI E GIOVANI

Da quando non c’è più la foresteria per gli studenti-atleti, le possibilità di un’offerta per avere rinforzi cercati sono pari a zero; arriveranno per casi della vita Campoccio, Amato, Scaro e il figlio di Tellarini. La rosa è appena sufficiente, infortuni permettendo, per un torneo di serie B, che si presenta ancor più duro di quello appena concluso.

All’ombra della prima squadra c’è una formazione under 18 con alcune belle individualità e così parte un lavoro comune, che porterà a giocare con i “grandi” parecchi giovani, che finiscono per rinfoltire quasi stabilmente l’organico della squadra maggiore, che inizia subito a perdere pezzi pregiati. Bellunato, Brunelli e Pasa, giocano con discontinuità, anche i ragazzi dell’under 18 pagano a caro prezzo una fisicità diversa in cadetteria, lasciando numericamente in difficoltà i compagni proprio nel momento topico della stagione, quando la squadra giovanile si gioca il passaggio alla seconda fase che vale l’élite. Dopo quattro partite che fruttano punti, arrivano alcuni stop pesanti e la classifica inizia a farsi traballante, con il Cus al terz’ultimo posto a 5 punti dalla zona retrocessione, dove sono Valsugana e Verona che godono di punti lasciati proprio dal Cus. Ovvio che l’obiettivo stagionale sarà salvarsi il prima possibile.

La sosta natalizia arriva propizia per rifiatare, recuperare gli acciaccati e ripresentarsi al via il 12 gennaio con rinnovate energie. Patavium, Mirano e Viadana, confronti che separano dal giro di boa e dai successivi scontri diretti per la salvezza, non regaleranno nulla.

La classifica dopo 8 turni: Bologna 1928 29, Villorba 28, Mogliano 25, Patavium 24, Viadana (-12) 22, Mirano 21, Castellana 17, Cus Padova 17, Brescia 16, Geostudio Cus Ferrara 12, Valsugana 7, Verona 7. —

Dario Cavaliere

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