Per il neopromosso Fedia un impatto sin troppo duro La strada è tutta in salita
FERRARA. Il 2019 del Fedia, la squadra di rugby femminile nata dalla comunione d’intenti tra Ferrara e Badia, è stato decisamente a due facce. Il finale del massimo torneo della passata stagione ha visto le ragazze dei tecnici Rizzati e Crivellaro conquistare un brillante secondo posto nel girone sud, valso loro l’accesso ai playoff scudetto e utile per salire nall’Élite della serie A 2019-2020, mentre la squadra under 18 battendo Villorba conquistava lo scudetto giovanile. In estate la squadra si è ulteriormente rinforzata con il blocco delle giovani campionesse d’Italia e con un gruppo di atlete arrivate da Bologna, quando le Fenici – in attesa di risorgere dalle proprie ceneri – hanno cessato l’attività ritirandosi dal torneo.
SOGNI E REALTÀ
Tutto lasciava presagire una, stagione da protagoniste anche se inserite in un girone con il Gotha della palla ovale rosa nazionale: obiettivo dichiarato il quarto posto, da contendere a Capitolina, Treviso e Torino, dando come inarrivabili Valsugana, Colorno e Villorba. La realtà, invece, è stata più dura del previsto. Un inizio in salita ha visto le cussine affrontare in rapida successione tutte le big, uscendone sempre malconce, nonostante buone prestazioni complessive. Il minimo errore veniva pagato caro, mentre troppi errori banali di gestualità andavano a vanificare costruzioni di gioco anche interessanti in fase offensiva. Fatto sta che quando ci sono i 5 punti alla portata (Torino e Treviso) ci sono alcuni infortuni a minare l’organico e arbitri designati incredibilmente di Torino e Treviso a mettersi di traverso con direzioni alquanto dubbie.
Così, con la volontà di risalire la china, ma il morale sotto i tacchi, il Fedia si appresta a entrare in un 2020 difficilissimo, sportivamente parlando.
L’ultimo posto in classifica, con un solo punto all’attivo e con la salvezza oggi lontana 11 lunghezze, mette le ragazze sul baratro retrocessione nei gironi territoriali, cosa forse impensabile alla vigilia. Non c’è nulla di male in una retrocessione, ma verrebbe un po’ vanificato il percorso di crescita fin qui compiuto. Tornare indietro vorrebbe dire verosimilmente affrontare una stagione da vincere a mani basse, magari con punteggi altisonanti, ma che servirebbe poco o nulla in tema di crescita di un collettivo. S’impara a giocare confrontandosi con le squadre più forti e questo è fatto risaputo.
IL MIRACOLO
La speranza è che il Fedia trovi le energie per un recupero quasi miracoloso (servono tre vittorie) o che la prossima estate cambino le cose e la squadra possa essere nuovamente inserita nel girone Élite, magari a seguito di un barrage. Hai visto mai?
La classifica dopo 7 turni: Valsugana 35, Villorba 30, Colorno 21, Capitolina 13, Red Panthers Treviso 11, Cus Torino 9, Fedia 1. —
D.C.
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