L’allarme di Ricci: «In regione noi siamo come Cenerentola»
Il dirigente è al timone delle rappresentative provinciali e dipinge un quadro fosco Il movimento è in crisi tra mancanza di giocatori, campi e col problema razzismo
A partire da gennaio (il primo raduno è stato fissato per venerdì 24) scatta la tradizionale attività delle selezioni giovanili provinciali di calcio, categorie Allievi e Giovanissimi. L’obiettivo è sempre la fase finale regionale, che ormai da diversi anni a questa parte si disputa sui campi del Basso Ferrarese con concentramento generale ai Lidi. Al timone anche quest’anno l’immarcescibile Mario Ricci, affiancato dai responsabili Villi Veronesi (Giovanissimi) e Giuliano Bolognesi (Allievi), mentre lo staff tecnico nei Giovanissimi è composto dal tecnico Matteo Vecchi, il vice Massimo Stecchi e il preparatore dei portieri Ubaldo Veronesi, mentre negli Allievi il tecnico è Matteo Toselli, il vice Mattia Villanova e il preparatore dei portieri Claudio Ganzaroli.
traguardi
L’altro obiettivo è quello di ottenere un buon risultato alle finali che si giocano in casa, ma questa sembra un’impresa ardua per la nostra provincia: «Siamo sempre la cenerentola della regione, lo dicono i numeri – spiega Ricci –, come le 13 squadre nell’interprovinciale, un terzo di Modena e Parma e addirittura un quinto di Bologna, e le sole sei negli Allievi. Di certo incide la crisi del calcio, ma credo che il motivo maggiore siano i problemi delle società ferraresi, ne abbiamo in Eccellenza e Promozione che non hanno vivaio o se l’hanno è ridottissimo. Poi incide la questione dei campi, non a caso in tutta la provincia è omologato in sintetico solo quello di Sant’Agostino e un grosso limite dei giovani calciatori oggi è la mancanza di allenamenti, per poca voglia e per problemi di impianti».
La Federazione dimostra di continuare a credere nella valorizzazione delle selezioni, grazie anche al supporto delle società: «Bisogna ringraziare il presidente federale provinciale Giovanni Aretusi, ma devo dire che in questi anni di organizzazione delle rappresentative ho avuto totale supporto da parte delle società ferraresi, sia per i giocatori che nella disponibilità dei campi per allenamenti e raduni. Ora speriamo che il supporto arrivi in termini di visibilità, soprattutto per le fasi finali nel Basso Ferrarese: non è facile avere 500 persone presenti ad un evento sportivo nella nostra provincia, quindi credo sia giusto valorizzarlo al meglio».
i guai
Infine, in queste settimane in giro per i campi a caccia di giovani talenti, Ricci ha riscontrato un problema già evidenziato in passato: «La Federazione impone regole sempre più ferree per i dirigenti, obbliga tutti i tecnici ad avere il patentino ed a frequentare i corsi di aggiornamento, ma credo sarebbe giusto obbligare ad avere un “patentino” anche i genitori. Ormai ad ogni partita le offese sono all’ordine del giorno, sia all’indirizzo degli avversari, ovviamente tutti ragazzini, che degli arbitri. Fra l’altro, l’Aia (associazione italiana arbitri di Ferrara; ndr) ha tre giovani tesserati di colore, uno dei quali fra l’altro molto bravo. Purtroppo, in diverse gare in cui sono andato, ho sentito frasi razziste nei suoi confronti tanto che sono intervenuto in prima persona per far smettere queste offese. Sono cose di cui dovremmo vergognarci tutti». —
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