La Nuova Ferrara

Sport

sci 

La quinta sinfonia di Paris a Bormio Ora è davanti a tutti

Daniela Cotto
La quinta sinfonia di Paris a Bormio Ora è davanti a tutti

Vinte due libere in due giorni sulla pista preferita In testa alla classifica generale e a quella di specialità

3 MINUTI DI LETTURA







La musica è la musa che lo ispira e che lo accompagna nelle giornate sulla neve, in palestra, a casa e nei viaggi. A pochi giorni dal 2020, l’anno che sarà dedicato al mito di Beethoven, Dominik Paris a Bormio suona la quinta sinfonia. A modo suo, sciando al limite e prendendosi il quinto trionfo in discesa a Bormio. Successo che ha un significato particolare, perché lancia l’azzurro in testa alla classifica generale. Non succedeva da 25 anni e l’ultimo italiano ad alzare al cielo la sfera di cristallo è stato Alberto Tomba.

Ora, per Domme è lecito sognare in grande. Dopo la trasferta in Nord America ha cambiato passo, ritrovando la solidità della scorsa stagione, l’anno di grazia che gli ha regalato l’oro mondiale e la coppa di superG. Il set up dei materiali è di nuovo perfetto, l’umore è alle stelle grazie alla serenità della vita in famiglia con la compagna Kristina e il figlio Nico e gli obiettivi sempre più alti. Così, grazie alla doppietta in Valtellina, ha prenotato il primo piano della classifica generale con 449 punti, davanti ai norvegesi Kilde, a 394, e Kristoffersen a 379. È primo anche nella classifica di libera dove comanda con 304 punti, quattro di vantaggio su Beat Feuz, il carissimo nemico con il quale ingaggia duelli dal fascino epico.

passione per la Nutella

Ma guai a pensare di aver raggiunto l’obiettivo. In montagna si fatica, nulla è scontato. E la filosofia di Dominik, pragmatico e poco incline ai proclami è sempre la stessa. Smorzare i toni prima di tutto. «Il doppio pettorale adesso non conta nulla. Siamo solo a dicembre, i conti si fanno a fine stagione. Non cambio i programmi, mi dedico alla velocità, niente gigante per ora». Rassicurante. Partito dalla Val d’Ultimo con uno zaino pieno di talento e speranze, ne ha fatta di strada questo gigante di 1, 83 per 100 chili con la passione per la Nutella (che gli viene però concessa solo a colazione) . Sulla pista di Bormio ha vinto in totale ben sei volte, considerando anche il supergigante vinto nel 2018. Ed è a quota 18 vittorie in Coppa del mondo. A Bormio è diventato cittadino onorario e gli verrà dedicata una cabinovia, come hanno già fatto in Austria, a Kitzbuehel per le sue quattro imprese sulla Streif. «Sono onorato», dice e intanto guarda avanti, alla rivoluzionata combinata alpina di oggi. Un supergigante e una manche di slalom (con i migliori che partono per primi) «una buona notizia per noi velocisti».

La sfida di Wengen

Paris ci prova. Sono punti importanti per le classifiche e per il sogno, a questo punto non più visionario, di vincere la sfera di cristallo. Per i velocisti non è mai stato facile, per loro il programma prevede meno gare, rispetto agli specialisti delle discipline tecniche. Ma, dopo il ritiro di sua maestà Marcel Hirscher, la situazione è più instabile, manca l’uomo forte di Coppa. E i candidati sono alle prese con problemi vari: il francese Alexis Pinturault si è infortunato nel parallelo dell’Alta Badia e Henrik Kristoffersen ha alti e bassi caratteriali che ne condizionano i risultati. Paris, invece, è pronto. Solido e solare.

Dopo Bormio gli uomini-jet si trasferiranno a Wengen (17-19 gennaio) su una pista che Dominik non ha mai amato, ma per questo la sfida sarà più intrigante. Poi a fine mese (24-26 gennaio) sarà la volta di Kiztbuehel, il ghiaccio bollente che gli ha sempre scaldato il cuore. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google