La sofferenza del capofamiglia Mattioli E Di Francesco può diventare fondamentale
Il campionato è in pausa: dopo 17 giornate ecco l’alfabeto della prima parte di stagione spallina. Tra l’obiettivo salvezza e l’ultima zampata
il viaggio
A come serie A. È l’obiettivo prioritario da sempre della Spal: mantenere la categoria. Lo era in estate e lo è tuttora. Il successo di Torino della vigilia di Natale migliora le prospettive. Il “-3” dalla quart’ultima rende tutto possibile.
B come Berisha. È sicuramente l’acquisto più indovinato del direttore dell’area tecnica Davide Vagnati. Portiere sicuro, a volte “miracoloso”. Se in tante partite la Spal non ha subito molti più gol lo deve a lui, basilare per arrivare alla salvezza.
C come Colombarini. Se a Ferrara si sta vivendo (e si spera di continuare a viverlo a lungo) un sogno chiamato serie A lo si deve principalmente a loro, ai patron Francesco e Simone. Imprenscidibili. Sono l’essenza del progetto Spal.
D come Di Francesco. Tra gli acquisti più importanti dell’estate purtroppo è incappato in una serie di problemi muscolari che lo hanno reso molto spesso (troppo) indisponibile. Quando c’è stato ha fatto capire che cosa potrebbe dare, fondamentale per il girone di ritorno.
E come estate. Da dimenticare in fretta quanto avvenuto in estate con il sequestro dello stadio e la sospensione della campagna abbonamenti, ripresa poi velocemente a dissequestro avvenuto. Di certo una vicenda che non ha aiutato l’ambiente.
F come figurine. È stato un grande successo. L’album delle mitiche figurine edito dalla Panini ha avuto una diffusione enorme, caccia alle “mancanti” in ogni ambiente per una raccolta da conservare in archivio con grande cura.
G come Gazzoli. Figura spesso in secondo piano e ha minore visibilità di altri dirigenti. Ma sempre fondamentale al fianco del presidente Walter Mattioli e con una “calma olimpica” esteriore in estate quando ha seguito giorno per giorno la vicenda dello stadio.
H come hospitality. Nello stadio Paolo Mazza rinnovato hanno sempre più spazio anche le aree hospitality che permettono capienze complessive importanti. Il segno di una società che vuole crescere in ogni senso e non solo sul campo.
I come Igor. Croce e delizia di questo girone d’andata. Alcune partite sontuose come la prima contro l’Atalanta, altre più problematiche. Ma è sicuramente uno dei giovani più interessanti della rosa e che avrà anche un certo mercato a fine stagione. Se non già a gennaio.
L come Leonardo. Inutile girarci intorno, possono piacere o non piacere tante sue scelte ma se mister Semplici riuscirà a conquistare questa terza salvezza di fila in serie A un monumento di fianco al castello sicuramente non glielo potrà levare nessuno.
M come Mattioli. Walter non è solo un presidente, non è solo il capofamiglia del club, ma è anche il primo tifoso della Spal. Impegno e dedizione: nessuno come lui in casa biancazzurra “sta male” come lui quando le cose non vanno bene.
N come negatività. È quella che non serve nel girone di ritorno della Spal. La rimonta è di certo complicata ma possibile. Servono prove incoraggianti, servono risultati, serve unità d’intenti e magari anche rinforzi. Ma non servono negatività e pessimismo.
O come oratorio. Qui nacque la Spal, oltre un secolo fa. Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta. Anni gloriosi di serie A se ne sono vissuti con Paolo Mazza, obiettivo comune è che l’anno prossimo si possano festeggiare i 20 campionati in massima serie.
P come Petagna. Il giocatore più importante della rosa. Il più rappresentativo. Le sue reti, il suo giocare per la squadra e, pure, i rigori pesanti sbagliati. Ma senza di lui sarebbe tutto molto più complicato. Determinante.
Q come quart’ultima. Metterne tre dietro. Quest’anno nessuno farà voli pindarici in casa spallina, nessuno penserà alla parte sinistra della classifica o al decimo piuttosto che al tredicesimo posto.Superarne tre, e sarà grande festa anche col diciassettesimo posto.
R come ritiro. Non stiamo parlando della fase di preparazione estiva effettuata tra Tarvisio e Valles. Ma per la prima volta da anni c’è stato anche un ritiro “imposto” prima della trasferta di Roma nel momento più buio dopo la sconfitta col Brescia.
S come sponsor. Tanti se ne stanno alternando sulla maglia biancazzurra con contratti firmati per varie partite. Forse per un ulteriore salto di qualità non sarebbe male l’arrivo prima o poi di un vero “main sponsor” come hanno anche altre avversarie dirette.
T come trasferte. La Spal anche quest’anno si giocherà buona parte delle sue possibilità di salvezza fuori casa. Genoa, Lecce, Brescia, Sampdoria, Verona tutte da affrontare fuori casa nel ritorno saranno determinanti. Nuovi esodi di “popolo” in programma.
U come unità. È stata la parola d’ordine della cena di Natale della Spal. Unità d’intenti e unione per arrivare all’obiettivo, le scelte di gennaio saranno già indicative su come si intenderà procedere in questo senso.
V come Vagnati. Il direttore sportivo ha sempre sostenuto di avere allestito una rosa competitiva e all’altezza della situazione. La classifica al momento non gli dà ragione ma il cammino è ancora lungo. Da valutare, naturalmente, anche gli interventi che il “direttore” farà a gennaio.
Z come zampata. Il successo di Torino vale mille punti in termini puramente emotivi. Sono punti di ripartenza basilari, senza quella zampata sarebbe ora tutto maledettamente più complicato. Ora la squadra deve arrivare al massimo della carica allo scontro diretto col Verona, un match da vincere a ogni costo. –
Andrea Tebaldi
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