Dodici mesi vissuti sulle montagne russe. Ma proprio all’ultimo ecco la zampata spallina
L’anno che termina è stato a due volti per la formazione di Semplici. Una prima parte super poi una lunga serie di sofferenze
Fine anno è per antonomasia tempo di bilanci e di consuntivi. Per la Spal è stato un 2019 da montagne russe con l’apice raggiunto a maggio col tredicesimo posto in A e una salvezza conquistata in largo anticipo e uno sprofondo rosso che invece è stato registrato a dicembre.
GENNAIO
Si gioca la partita che forse ha dato la svolta della stagione scorsa. La Spal, dopo avere pareggiato col Bologna nella prima stagionale interna, sta perdendo 2-0 a Parma a venti minuti dalla fine. Arriva una rimonta storica siglata da Valoti, Petagna e Fares che dà punti e morale.
FEBBRAIO
Il mese non regala grandi gioie: pareggio interno col Torino, sconfitta a Bergamo e sconfitta in casa contro la Fiorentina con situazioni arbitrali molto al limite. Gol di Valoti del 2-1 cancellato dal Var per assegnare un retroattivo rigore alla Viola che sarà determinante per la sconfitta.
MARZO
Il mese inizia con la sconfitta interna contro la Sampdoria, gara viziata da una rete ingiustamente annullata a Floccari dal Var: resta negli annali il clamoroso gesto di abbandono dello stadio da parte di larga parte della Curva. Ma dopo la sconfitta di Milano contro l’Inter, cambia il vento. La Spal batte la Roma al Mazza e vince a Frosinone. È il rilancio.
APRILE
Si apre con la vittoria sulla Lazio a completare il tris di successi con le laziali. Sconfitta a Cagliari ma c’è poi lo straordinario 2-1 alla Juventus, distratta dalla Champions League ma che è pur sempre la Juventus: colpo in rimonta firmato Bonifazi e Floccari. Si arriva al mattone quasi definitivo per la salvezza: 2-4 a Empoli e conferma virtuale della categoria con l’ 1-1 al Mazza col Genoa.
MAGGIO
L’ufficialità arriva il 4 maggio, la Spal passeggia al Bentegodi, largo successo 4-0 sul già retrocesso Chievo e straordinaria salvezza matematica con tre turni di anticipo. La Spal è al settimo cielo, nelle altre tre gare non arriveranno più punti ma la formazione biancazzurra chiude con uno splendido tredicesimo posto.
GIUGNO
Parte la campagna abbonamenti e il popolo sembra rispondere ancora bene, le conferme dei già tesserati sono ben spedite. A fine mese grande successo al parco Urbano per la festa della Curva Ovest. Incontri, dibattiti, proiezioni, musica, mostre, gastronomia, solidarietà, amicizia sotto il segno del tifo spallino.
LUGLIO
“Irregolarità nelle esecuzioni dei recenti lavori per la realizzazione, tra l’altro, della copertura delle tribune, soprattutto in riferimento alle normative antisismiche”.
Di mattina presto arriva una mazzata per la Spal: lo stadio Paolo Mazza, riammodernato, finisce sotto sequestro. Spal parte lesa.
AGOSTO
“La procura di Ferrara dissequestra lo stadio Paolo Mazza disponendone la restituzione al Comune. Le strutture hanno un livello di sicurezza globale accettabile”. La Spal tira un sospiro di sollievo, può giocare al Mazza e non deve trasferirsi altrove.
Inizia la nuova A e ci sono due sconfitte contro Atalanta e Bologna.
SETTEMBRE
Si apre con nuovo successo contro la Lazio nella giornata del primo ritorno di Lazzari al Mazza da avversario. Poi solo sconfitte: pesanti quella a Reggio col Sasuolo e al Mazza col Lecce. Nella norma quella allo Juve Stadium.
OTTOBRE
Petagna regala un successo vitale contro il Parma ma la Spal continua a faticare. Sconfitta netta a Cagliari, buon punto al Mazza col Napoli prima di una sconfitta a Milano contro i rossoneri in forte crisi.
NOVEMBRE
Tre sole gare ma basilari per la Spal, arrivano però solo due punti. Sconfitta pesante in casa contro la Sampdoria maturata nel finale (0-1), pareggio a Udine che lascia l’amaro in bocca per il rigore fallito da Petagna nei minuti di recupero. Dopo la sosta per le Nazionali la Spal non riesce a superare in casa nemmeno il Genoa.
DICEMBRE
Tanti dolori ma una grande gioia finale che fa ben sperare per il futuro. La Spal perde dignitosamente – ma perde – a San Siro contro l’Inter prima del gravissimo stop interno contro il Brescia (0-1). È il punto più basso dell’anno, la proprietà dopo una fase di riflessione decide di andare avanti con misterSemplici. La Spal perde pure a Roma (3-1) fornendo una prestazione “leggerina” ma tutto sommato accettabile. La svolta proprio a Torino: dopo essere andata sotto, la formazione biancazzurra la ribalta con Strefezza e Petagna. La Spal non è più ultima. —
Andrea Tebaldi
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