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Bulgarelli scosso: «Una tragedia Abbiamo perso un uomo vero»

Marco Nagliati

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«Questa è una tragedia vera. Straziante. Come lo sono sempre notizie così, che chiamano in causa persone che conosci bene. Ancora non me ne rendo conto». Fabio Bulgarelli è scosso, prova a mettere in fila una lunga serie di emozioni. Lui, Marco Cocchi, lo conosceva bene. Benissimo. E se l’avvocato era entrato nel mondo della pallacanestro lo si deve proprio a Bulgarelli, quando l’imprenditore ferrarese era presidente del Kleb. Ma Cocchi era altro per Bulgarelli: un amico e tuttora il legale che curava gli interessi amministrativi del manager estense.

«L’ho conosciuto quando ho acquistato il Club, intesa come struttura sportiva - ricorda Bulgarelli -: Cocchi era l’avvocato della controparte. Mi piacque subito, gli chiesi di lavorare anche per me». Bulgarelli è presidente del team cestistico dal 2011, nel 2014 è in trattativa per cedere la società a Maiarelli. Lo rappresenta Cocchi, che entra in questo modo nel pianeta pallacanestro. «Marco mi convinse a non cedere il titolo a Maiarelli, rimanendo poi al mio fianco nella gestione della società. È nato tifoso della Spal, suo padre è stato anche nella società biancazzurra avendo delle quote. Poi Marco s’è appunto avvicinato ed appassionato al basket, diventando una figura fondamentale».

«Conoscenza e capacità unite ad un carattere forte. Non facile - continua Bulgarelli -: per questo non piaceva a tutti. Però era persona pura, uomo onesto. Aveva pregi enormi. Ed è stato decisivo nel gestire e traghettare il passaggio di proprietà del Kleb dalle mie mani a quelle di D’Auria. Se l’attività è proseguita e così bene, grazie ovviamente al nuovo presidente, lo si deve al ruolo di cucitura rivestito da Cocchi».

Che è rimasto anche con il nuovo management... «Perché l’ambiente gli piaceva. Ci ha messo la faccia ed è stato garante. Ha favorito contatti con potenziali nuovi partner, s’è dato da fare sotto qualsiasi aspetto. Conosceva tutto ed era conosciuto da tutti. Sapeva tutto quello che serve per la gestione di una società: teneva la contabilità anche di questo Kleb. Speriamo che per D’Auria adesso non si crei un problema enorme anche per quanto riguarda la futura gestione. Diciamo che, spesso, Marco svolgeva un lavoro nascosto ma che è determinante per la vita di una società sportiva».

Bulgarelli rifiata, addosso è avvolto dal senso assurdo di una perdita. L’amico che sentiva quotidianamente non c’è più. «Sento davvero un vuoto. Per me è una grande perdita umana. Un trauma personale. Penso alla sua famiglia, ai figli... Poi c’è anche l’aspetto generale: il basket ferrarese gli deve molto. È stato l’anello di congiunzione tra la mia gestione e quella di D’Auria: ha cambiato in meglio il basket cittadino salvaguardando la categoria. Lo ripeto: questa è una tragedia vera». —



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