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il pericolo 

Tifosi veronesi in Curva Est Si sono rischiati incidenti seri

Alessio Duatti

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ferrara. I sensi di preoccupazione ed i forti dubbi legati alla modalità della vendita dei biglietti di Spal-Verona erano stati già più che percepibili nei giorni antecedenti al match.

scelta sbagliata

Fortunatamente domenica pomeriggio non si è arrivati al peggio, ma i tanti disagi che hanno colpito i tifosi biancazzurri della Curva Est possono definire come assolutamente sbagliata la scelta di aprire la vendita dei settori locali del “Mazza” senza alcuna restrizione o limitazione per i residenti nella provincia di Verona, che di certo non tifano Spal.

È il caso di ricordare che inizialmente – forse per avere meno tifosi ospiti al seguito – era stata limitata la vendita dei tagliandi del settore ospiti a quota 1000. Vendita poi riaperta e ampliata nella settimana della partita, con parecchio ed evidente riscontro da parte dei sostenitori gialloblù che hanno sostanzialmente esaurito la parte di stadio “Away”.

600 mischiati

Nel mentre altri scaligeri si erano organizzati acquistando senza problemi almeno 600 tagliandi della parte limitrofa di Curva Est, settore solitamente riservato ai sostenitori della Spal e visibilmente popolato da famiglie, oltre che dai tanti bambini dell’Accademia biancazzurra, delle società affiliate e del settore giovanile spallino.

Fa parecchio specie che gli organi competenti (a partire dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive) non abbiano tenuto conto della possibile situazione di pericolo che si sarebbe potuta manifestare tra due tifoserie non propriamente amiche; anzi, di certo rivali. Tra l’altro alcuni precedenti in questo campionato di serie A (vedi ad esempio Torino-Inter e Torino-Napoli, solo per citarne due) avrebbero potuto “servire” da esempi, per mantenere i soliti paletti alla vendita dei tagliandi.

le proteste

In Spal-Verona, nella Curva Est, non sono successi scontri (che si sarebbero potuti innescare veramente con pochissimo), ma veementi sono state le proteste dei tifosi biancazzurri (fidelizzati e non) che si sono visti costretti a cambiare posto, a convivere con l’ansia – e gli insulti ricevuti, oltre a qualche lancio di oggetti – per la presenza della tifoseria rivale (con un semplice cordone di steward a fungere da deterrente), ma anche a emigrare in gradinata o proprio ad abbandonare con anticipo la visione dell’evento sportivo per una tutela preventiva.

spiegazioni

Situazione non accettabile, che ha sollevato parecchie proteste da parte dei tifosi estensi sui social, ma anche nella casella di posta elettronica del nostro giornale. In parecchi – speranzosi che il tutto non si ripeta nel prossimo derby col Bologna – chiedono lumi agli organi di sicurezza della città, oltre che una comunicazione chiarificatrice da parte della Spal. –

Alessio Duatti

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