Feli Pharma, l’unione di una squadra vera. È vittoria che brilla
Prima gara dopo la scomparsa del vicepresidente Cocchi: con Milano è dura Avvio difficile, poi i veterani trascinano. Il successo è una perla che vale il 3º posto
FERRARA. Riemergere dalla malinconia comporta una lunga immersione nella palude. Nella prima partita dalla scomparsa del vicepresidente Cocchi, la Feli Pharma passa attraverso mille emozioni ed altrettanti stati d’animo ma - alla fine - arriva vincente al traguardo. Era la gara del dolore e psicologicamente tostissima, peraltro contro un avversario “istrice” qual è Milano. Pieno di spine, temibile. Sereno in graduatoria e dunque ancor più pericoloso.
Coach Leka ha avuto le risposte caratteriali che sperava di poter avere. Il Kleb è stato preso per mano dai suoi italiani da trincea: Vencato, Fantoni, Baldassarre e Panni. Un poker di uomini che ieri ha retto alla tempesta emotiva, ai problemi tecnici. Ai guai tattici. In avvio la Feli Pharma era imbambolata, Milano un violino. C’era ancora l’eco delle note del silenzio, suonato in ricordo di Cocchi. Forse per questo, il Kleb ha iniziato con stonature varie. Wiggs che non tiene Montano né sul primo e figurarsi sul secondo palleggio. L’Urania apre il campo per Raivio (6 punti) oppure Montano si mette in proprio (6 pure lui).
Ferrara sbanda: molle dietro, tesa davanti. Barcolla a rimbalzo. In fasi del genere ai rivali entra tutto: è la dura legge del basket. Milano sul “+11” all’8’ (10-21). Ma Baldassarre è tonico, anche Campbell è dentro la partita e supplisce alla latitanza di Wiggs (che segnerà il primo cesto al 13’).
Man mano che la partita avanza, però, la Feli Pharma si rimette in marcia. Ansiogena ancora, epperò più dura. Vencato sale in cattedra ed usa con una maestria mirabile il “pick and roll”. Prima con Fantoni, poi giochi a due con Baldassarre. Nel cuore dell’area la Feli Pharma mette il timbro del comando. All’intervallo c’è equilibrio anche nel punteggio (39-42).
La ripartenza è l’essenza pure del team di Leka. Difesa, equilibrio. Cambi sistematici sui blocchi. Anticipo sulle linee di passaggio verso Montano. Su bomber Raivio è staffetta: Ebeling maluccio in avvio, poi Campbell, quindi Wiggs. Ma è Vencato che mette la museruola davvero al “puntero” lombardo. Dai 15 punti dei primi 20’, Raivio crollerà ai soli 3. Vencato ringhia, ma gestisce ritmo e giochi. Ecco un 7-0 per il “+4” estense (46-42), poi un 11-1 per il “+10” (59-49). Lynch è in panchina, i biancazzurri immensi nel mettere Fantoni uno contro uno. Tiro e cesto. Arrivano le folate di Panni e adesso la compagnia è al completo. Perché Campbell cala la produzione offensiva, alza di una tacca però la tenuta difensiva. Wiggs indossa la canotta dell’umiltà: in fase offensiva non ha il timing stavolta, rimane concentrato in marcatura.
Con Milano però è così: ti rilassi un filo e ti risaltano addosso. Break 2-11 e Ferrara di cortomuso appena: 63-62. Vencato squassa la diga altrui con un paio di penetrazioni strappa applausi. Al 35’ Kleb avanti 69-64. Ferrara non la chiude per un paio di tiri che rimangono in tasca, Milano non la riapre perché Sabatini (come gli accade sovente) nei finali tirati va fuori giri. I filibustieri gonfiano il petto: Vencato mette le mani dappertutto, Baldassarre e Fantoni sono totem. Campbell copre i buchi. Davanti un passi e una persa e siamo sempre lì: 73-68 al 39’. Lynch accorcia a 15” dalla sirena. Un libero di Baldassarre, due di Panni ed è gloria.
Una squadra vera scollina una settimana tremenda. Il cerchio si chiude con tre vittorie su quattro e la classifica “dice” terzo posto. Questo Kleb ha dentro di sé enormi ed evidenti valori morali. E da lassù Marco Cocchi annuisce. —
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