Iachini si sente con la testa fuori dalla sabbia: la vittoria servirà a toglierci l’ansia
FIRENZE. In una città gigliata nella quale si invocano ovunque i classici “Undici leoni”, a partire dai locali delle vie che conducono allo stadio, ci si attendeva una Fiorentina intenzionata a far un solo boccone dell’avversario. Invece, solo nel finale e per un’incornata tutto sommato episodica, la formazione viola si è scrollata di dosso il fantasma dei fischi della curva “Fiesole”. Tutto è bene quel che finisce bene? Apparentemente sì, a giudicare dal tecnico Giuseppe Iachini. «Ringrazio i tifosi per l’accoglienza. Allo stesso tempo, è vero che stiamo vivendo un momento delicato – ricorda il neomister gigliato –. Ci sono margini di crescita importanti. Tra Bologna e Spal abbiamo portato a casa quattro punti, dimostrando più solidità. Fuori casa giochiamo più a testa libera, ma dobbiamo cambiare giocando allo stesso modo anche davanti ai nostri tifosi. Da diversi mesi non si vinceva qui al “Franchi”». D’altra parte, «siamo qui da 12 giorni, non abbiamo la bacchetta magica per cambiare tutto. La Spal ha vinto soltanto venti giorni fa per 2-1 a Torino. Nella gara, bene i primi 20 minuti, ma dopo si è iniziato a sbagliare passaggi e siamo andati in ansia. Sono pressioni che si riversano sulle gambe e sulla mente. Da quegli errori abbiamo cominciato a perdere quelle piccole certezze che avevamo assimilato in pochi giorni, ma ora dobbiamo metterci sotto con il lavoro. Dovevamo vincere, per tirare fuori la testa dalla sabbia. I cambi? Tengo sempre qualche freccia a disposizione. Anche perché Cutrone non gioca da due mesi e mezzo. Boateng ha subito un colpo alla fine del primo tempo, e la freschezza di Dusan Vlahovic poteva forzare strategicamente la gara». –
Mi. Pe.
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