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Per salvarsi servirà correre più del doppio Nel ritorno necessari almeno 25 o 26 punti

Andrea Tebaldi
Per salvarsi servirà correre più del doppio Nel ritorno necessari almeno 25 o 26 punti

Il bilancio a fine andata è deficitario e vede la squadra ultima da sola Il magro bottino la obbliga a una grande accelerazione 

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consuntivo

La Spal ha terminato il girone di andata con 12 punti in 19 gare. È chiaro che servirà un’accelerazione molto importante nel ritorno per poter centrare l’obiettivo-salvezza. Difficile ipotizzare oggi la quota di sicurezza ma se si fissa l’asticella sui 37-38 punti servirà un percorso che ne porti 25-26.

il modello

L’esempio al quale ci si deve ispirare è proprio dietro l’angolo. L’anno scorso il Bologna ha chiuso l’andata in terzultima posizione a 13 punti (uno solo in più rispetto alla Spal attuale) e terminato il campionato al decimo posto con 44 lunghezze, totalizzandone ben 31 nel girone di ritorno. Basterebbe anche meno per rimanere per il quarto anno di fila in A. Per la verità da quando esistono i campionati a 20 squadre per chi ha chiuso l’andata a 12 o meno punti quasi sempre la stagione è terminata con la retrocessione anche se non mancano precedenti di successo. Nella stagione 2004-2005, alla 19ª l’Atalanta aveva 11 punti e arrivò la retrocessione finale con 35. Nella stagione 2005-2006 doppia retrocessione per Lecce e Treviso che girarono a 12 e terminarono rispettivamente a 29 e 21 punti.

i precedenti

Doppia salvezza che deve dare coraggio nel 2006-2007. La Reggina di mister Walter Mazzarri alla 19ª aveva gli stessi attuali punti della Spal (12) e ha concluso con 40 punti conquistando una straordinaria salvezza visto che partiva anche con 11 punti di penalizzazione e quindi sul campo ne accumulò 51. Esempio positivo anche dal Parma, al giro di boa a 12 punti e alla fine del campionato salvo con 42. Nello stesso torneo retrocessione invece per l’Ascoli con 9 punti a metà torneo e 27 alla fine. Altro episodio positivo nel 2007-2008: il Cagliari a metà campionato aveva solo 10 punti, alla fine del torneo salvezza con 42 (girone di ritorno da 32 punti).

Nel 2009-2010 il Siena aveva 12 punti e arrivò la retrocessione in B con 31 totali alla fine. Stagione 201/12: il Novara ha chiuso a 12 punti l’andata ed è retrocesso a fine torneo con 32. Nel 2012/13 è di nuovo protagonista in negativo il Siena che ha girato a metà campionato con 11 punti ed è sceso in B con 30. Nell’annata 2014-2015 retrocessione per Cesena e Parma (9 e 10 punti dopo 19 turni): terminando a 24 e 19 dovettero lasciare la A. Idem il Verona 2015-2016: 8 punti a metà torneo, 28 alla fine e retrocessione.

la luce

Nuovi lumi di speranza invece dalla stagione 2016-2017: qui a fine andata, sembrava esserci un terzetto già destinato alla B con largo anticipo visto che il Crotone aveva 9 punti, il Pescara 9 e il Palermo 10. Invece se abruzzesi (18 punti finali) e siciliani (26) andarono giù diretti, il Crotone fece un miracolo e andò a scavalcare all’ultima giornata l’Empoli salvandosi seppure con “soli” 34 punti.

L’anno successivo l’incredibile vicenda del Benevento a 4 punti dopo 19 giornate: nonostante un buon girone di ritorno, a 21 ci fu una inevitabile retrocessione. Anche nella scorsa stagione Frosinone a 10 e Chievo – con penalizzazione – a 8 punti al giro di boa: retrocessione, con 25 e 17 punti.

Ma, come detto, il Bologna terzultimo a 13 fu poi in grado di chiudere al 10º posto. Nessuno ora si sogna di immaginare un cammino di questo tipo della Spal ma, confidando in qualche rinforzo dal mercato, il Crotone e quel Bologna sono gli esempi cui ispirarsi. —

Andrea Tebaldi

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