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Un anno di Leka a tutta velocità Dal tugurio ai salotti della nobiltà

Marco Nagliati
Un anno di Leka a tutta velocità Dal tugurio ai salotti della nobiltà

Il coach ha debuttato sulla panchina del Kleb nel gennaio 2019 In dodici mesi l’uomo delle “minors” ha disegnato un capolavoro 

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la ricorrenza

Marco Nagliati

Un anno di Spiro Leka. Dodici mesi in cui il Kleb Basket ha iniziato a mettere i piedi fuori dal tugurio, trovandosi ora a danzare nei saloni della nobiltà. Il coach di Tirana è arrivato a Ferrara nel gennaio 2019, con la squadra biancazzurra ultima in classifica (10 punti) e reduce da cinque sconfitte consecutive. Primo allenamento il martedì, debutto il giorno dopo contro un Montegranaro secondo: fu sconfitta al supplementare. Si intuì del nuovo in quel “vecchio” risultato. Quattro giorni dopo, il Kleb vinse all’ultimo secondo la sfida della “vita” a Cagliari: da lì quattro successi di fila.

il sollievo

Leka era una scommessa. Arrivava da Pesaro, approdo di una vita avventurosa. Era l’uomo delle minors, nel senso che tra Marche e Romagna aveva alle spalle più di 500 gare dirette. Tutte tra serie C e D. Quando si dice gavetta... «Sì, ho appreso tutto dalla strada». Era il playmaker del Partizani Tirana vincitutto (7 scudetti e 4 coppe d’Albania), 26enne decise di lasciare il regime e una vita “interessante” per chiedere asilo all’Italia. Tappa a Pesaro, prima occupazione in ferramenta: «Non conoscevo nemmeno la lingua - racconta -, quindi testa bassa e lavorare». Era il 1989.

Un anno di Leka, si diceva. Sei vinte e sei perse la scorsa stagione, salvezza centrata con due turni di anticipo. Da ultimi alle soglie dei playoff. Mentre cresceva la passione del presidente D’Auria, s’è consolidato anche il feeling tra massimo dirigente e tecnico. Ed è stato enorme il gradimento della piazza. Spiro è empatico, s’è sintonizzato veloce e serio sulla lunghezza d’onda del popolo biancazzurro. Il debutto il 31 gennaio con Montegranaro (s’è ricordato) e il 95-99 finale, la salvezza timbrata il 7 aprile con il successo su Piacenza (82-75). Proprio Piacenza aveva chiuso la parabola di coach Bonacina all’andata. Ma fu il 24 marzo e la rimontona adrenalinica su Udine (82-80) a mettere definitivamente il Kleb sulla corsia della salvezza. Il mondo cestistico era fuori dal tugurio. Dalla sofferenza. Dalla paura.

aquila friulana

E proprio Udine, tu vedi i ricorsi storici, mercoledì ha certificato la grandeur dell’attuale Feli Pharma. Ventiquattro mesi di Leka impilano trenta gare complessive, con diciassette vittorie. Terzo posto in classifica per una formazione che sognava i playoff, ma mica era considerata una big. Su Leka, 365 giorni or sono, volteggiava il mantello del mistero. Appena una manciata di partite da allenatore professionista a Pesaro in serie A: 2017/2018. Un mistero da scoprire passo dopo passo. Ecco, step by step adesso Spiro lo conoscono in tutto il panorama italico. «Ma io ho il patentino da allenatore nazionale dal 2004. E le centinaia di partite nel sottobosco mi avevano temprato».

candelina

Coach Spiro è nato il 14 gennaio del 1965, mercoledì sera la squadra l’ha festeggiato mentre il pullman riportava la truppa a Ferrara dopo la partita del PalaCarnera di Udine. Poche ore prima aveva fatto cambi punitivi per mancanza di energia, poi ha sparso miele: «Con questi ragazzi c’è sintonia totale» diceva sorridente, mentre soffiava sulla candelina. Gennaio, dunque, è un mese di nascite. Anche il progetto Kleb è partito a inizio anno. Dalle macerie da ultimo posto è lentamente cresciuto l’intero movimento. In estate Leka ha messo il sigillo sulla filosofia di squadra: niente stelle di prima grandezza, bensì tanti ottimi giocatori. Aveva bomber Swann, scelse di confermare l’equilibratore Campbell. Poi uomini avvezzi a mille battaglie: Fantoni, Baldassarre, Panni. I suoi pretoriani. Quindi una spruzzata di gioventù da plasmare: retaggio dell’enorme lavoro svolto col vivaio di Pesaro. Pertanto fiducia in Ebeling e Beretta, chiavi in mano al rookie Wiggs. In ultimo un play giovane ma tosto, arcigno e di una tenacia invidiabile: Vencato. La Feli Pharma è così, meno poesia e molta pragmatismo. Ha raggiunto un equilibrio che sta resistendo alle ondate più severe.

Un anno di Leka ha tolto polvere all’orgoglio degli appassionati ferraresi di palla al cesto. Spiro sorride, scuote la testa: «Dobbiamo lavorare duro e di squadra. Le magie non si fanno». Ma sotto-sotto un po’ di soddisfazione cova sotto la cenere del papà burbero. —

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