L’Unieuro batte, forte. Sempre Il Kleb si arrende
Ferrara, dopo la capolista Ravenna anche l’altra corazzata romagnola passa al palasport. Gran battaglia davanti a 2.950 spettatori. La Feli Pharma dà tutto ma non basta
FERRARA. Battaglia doveva essere, battaglia è stata. L’ha vinta la più forte, seconda in classifica e unica - oltre alla capolista Ravenna - ad avere espugnato il palasport di Ferrara. Probabilmente non è un caso. Forlì si conferma squadra che blocca le fonti di gioco altrui, inquina l’acqua. Ti fa giocare male. Sì, coniando lo slogan pubblicitaro l’Unieuro batte, forte. Sempre. Rimane sul pezzo a prescindere.
Applausi. La Feli Pharma, per 36’, ha avuto la medesima mentalità degli avversari di giornata. Però, se sei nel deserto, non devi sprecare nulla. Non una goccia, non un passo fuori dal sentiero. Invece il Kleb ha regalato in eccesso, nell’ambito di una prestazione che merita comunque di essere applaudita per generosità e carattere. Troppi liberi sprecati, tanti contropiede buttati al vento. Diverse palle perse banali. Contro una formazione di satanassi qual è quella forlivese, sono dolcezze letali.
Epperò, sotto 34’39” su 40’, Ferrara è costantemente rimasta attaccata alla gara. Fastidiosa. L’anima pulsante. Spinta da un gran pubblico. Match bello da vedere per 2.950 spettatori. La Feli Pharma è partita lucida. Ha messo in difficoltà i romagnoli. Baldassarre spinge molto “uno contro uno” su Rush, così libera Fantoni per gli scarichi. E Tommy Phanton ha risposto come un dio dei canestri. Per il pivottone biancazzurro sono 7 punti in 5’. E Wiggs, marcato da Watson, può sfruttare la sua fisicità. È stato il prologo di una prova perfetta, da videogioco. Lì, l’Unieuro ha tolto corrente. Ha alzato il livello difensivo, occupando di più l’area e sfidando il Kleb dal perimetro. Linee di passaggio oscurate, binari per la penetrazione sbarrati. Qui sta il merito dei ragazzi di Leka. Hanno risposto a livello di fisicità da pari a pari. Dopo una dozzina di minuti il derby è diventato tosto ed intenso, quello promesso e atteso alla vigilia.
Sornione. Il primo solco lo scava la classe sorniona di Giachetti: 10 punti al 17’ per il 32-41 romagnolo. Terzo fallo Campbell, Fantoni in panca causa penalità. Baldassarre gioca pivot, ma stavolta perde incisività man mano che la gara prosegue. E mentre Forlì trova ogni 5’ nuovi protagonisti (Rush, Marini, Watson, un Giachetti a ondate) e tutto gli entra tanta è l’ispirazione (almeno tre cesti di tabella), il Kleb ha appena il 64% ai liberi e un’infinità di palle perse (16 al 40’).
Area, uguale tonnara quando rientra Fantoni. Perché Forlì lo bracca, triplica. La Feli Pharma torna eroica. Dimentica tutto: la terza partita in una settimana (Milano e Udine), i guai fisici di Vencato, Panni e Beretta. Sotto di 12 (42-54 al 24’), gli estensi trovano fiammate di Wiggs; zampate di Campbell. Schiacciate di Fantoni. Soprattutto, Ferrara difende come una muta di assatanati. Sempre ad un passo. Sempre gladiatoria. Forlì, però, ha più armi. Riprende l’inerzia dopo un 12-4 estense. La Feli Pharma arriva al “-4” (54-58 al 27’) ed è sempre Giachetti a togliere la propulsione del Kleb.
Totem Fantoni. Orgoglioso Wiggs. Non male Campbell. Si scalda anche Ebeling con due giocate di furore. Ma siamo sempre allo stesso punto, la coperta è corta. Forlì mantiene invariata l’intensità anche offensiva. Va dura al ferro. Panni soffre Marini , Watson allestisce un paio di “arresto e tiro” esemplari. Due palloni vaganti sono trasformati in oro da Benvenuti e Bruttini. Al 35’ il tabellone segna 67-73, teoricamente tutto ancora possibile. Mannò, dai: Baldassarre perde un pallone banale, poi tira molle e sbaglia un appoggio. Forlì sente l’odore del sangue e martella senza fermarsi. Il margine di dilata fino al “-13” (68-81). Il Kleb ci ha provato davvero, ma per saltare l’ultimo gradino le manca ancora qualcosa. Non troppo. Qualcosina appena. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
