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Lebran: «Niente è perduto E a Bergamo una chance c’è»

Valentina Cristiani

L’ex difensore biancazzurro ricorda con affetto e nostalgia la sua esperienza nel 2014 e crede che ora la salvezza sia possibile 

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l’intervista

«Mi porto dietro un bel ricordo dei sei mesi alla Spal; grazie allo splendido gruppo e allo staff mi sono inserito subito – spiega il difensore centrale, classe’87, Fabio Lebran, che ha vestito la casacca biancazzura in C2 dal gennaio al giugno 2014 collezionando 13 presenze –. Eravamo tutti ragazzi genuini e anche un po’...pazzi. Era un piacere stare con i compagni di squadra, i momenti divertenti erano all’ordine del giorno, fatico a descriverne uno in particolare. Dico solo che dopo la cena di fine stagione siamo andati al Pineta fino al mattino e ne abbiamo combinate di tutti i colori! » .

Con chi è rimasto in contatto degli ex compagni?

«Gran parte li seguo sui social, quello che sento più spesso è Manuel Personé».

Dei difensori centrali attuali chi pensa abbia le sue caratteristiche?

«Probabilmente Vicari, con le dovute proporzioni. Un giocatore molto preparato che agisce al centro della difesa sia in fase di impostazione che di marcatura».

Dopo due stagioni splendide in A, quest’anno i biancazzurri sono arrivati al termine del girone d’andata con soli 12 punti. Come si può ritrovare la spensieratezza degli anni passati?

«Il campionato di serie A non è facile, ogni domenica è durissima. La Spal sa che l’obiettivo è quello di salvarsi e può capitare di trovarsi in quella parte di classifica. Nulla però è perduto, dovranno riuscire a trovare qualche risultato positivo per risollevare il morale».

È un problema mentale o fisico?

«Guardando le statistiche vedo che in fase realizzativa pecca un po’. Ovvio che non è solo colpa dell’attacco ma di assetto. Dovranno avere la forza mentale e fisica di proporsi con più convinzione e cattiveria nell’area avversaria anche se immagino non sia facile giocare trovandosi fanalino di coda. L’aspetto mentale spesso conta più di quello fisico, occorre ritrovare la giusta tranquillità nel fare quello che chiede l’allenatore e sicuramente ne usciranno».

Per dare una svolta la Spal ha o aveva messo gli occhi sul difensore Bonifazi e sulla punta Falque del Torino: pedine giuste?

«Bonifazi è un ottimo difensore che conosce già l’ambiente e le metodologie dell’allenatore, quindi credo che sarebbe un innesto importante. Iago Falque può essere il giocatore che manca alla Spal: può saltare l’uomo e creare superiorità, dare qualità e fare l’ultimo passaggio ed è anche un giocatore che come caratteristiche si integra con Petagna».

Stasera l’Atalanta...

«La Dea è la squadra più in salute del campionato, ha un gioco fatto di intensità e corsa in cui non c’è solo un giocatore da temere ma tutti i suoi interpreti. Secondo me, però, qualcosa concede. La Spal dovrà capire i momenti della gara, quando difendersi e quando pungere…». –

Valentina Cristiani

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