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Kleb, l’anima guerriera c’è Ora serve il tocco di classe

Marco Nagliati
Kleb, l’anima guerriera c’è Ora serve il tocco di classe

La Feli Pharma si sta dimostrando team di alta classifica, manca l’ultimo passo Un po’ di cinismo in più, qualche acuto in attacco. Il futuro è dei biancazzurri

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La Feli Pharma s’è fermata sul ferro. Ma non è uno stop che toglie smalto al cammino. Domenica nel big match contro Forlì, secondo in classifica, il team estense ha perso energia svirgolando sui particolari.

I liberi che funzionano ad intermittenza sono ormai un dato di fatto, ma se contro formazioni di medio livello possono anche non diventare un fardello, ben altro peso questi errori hanno contro una big.

Soprattutto, nel faccia a faccia contro i romagnoli, sono i canestri facili lasciati per strada ad avere condizionato la sfida. Vinta con merito da Forlì, eppure il Kleb con meno regali avrebbe tenuta aperta la contesa fino all’ultimo.

standard

«Abbiamo disputato una partita normale, secondo i nostri standard - conferma Leka -; nel senso che la squadra è stata molto brava, competitiva. Però contro certi avversari serve qualcosa di straordinario». Che non è avvenuto. Perché Vencato, sofferente ad una caviglia, ha faticato a liberarsi dalla tenaglia difensiva forlivese. Stavolta, il metronomo estense non è riuscito a cucire il gioco nell’interezza dei 40’. Né ha avuto la possibilità di spaccare la linea difensiva con un paio di penetrazioni che, se a buon fine, avrebbero costretto Forlì a togliere un po’ di quella morsa che ha progressivamente escluso Baldassarre dalla partita.

Lì, alla fine, è stato il problema biancazzurro. Non avere i punti in post basso o da tre del suo lungo. Bravissimo in difesa, duttile nel giocare anche da pivot. Però lentamente strangolato nella morsa romagnola. Baldassarre era partito forte: un paio di penetrazioni “secche” e scarico per Fantoni. Coach Dell’Agnello ha fermato il gioco, blindato l’area. Sfidato la Feli Pharma ad una manovra perimetrale, anticipando le linee di passaggio. Ha tolto velocità e transizione.

Non l’anima dei ragazzi di Leka, però. Perché pur declinando verso una partita non del tutto nelle sue corde, il Kleb ha risposto colpo su colpo. Sempre sotto, ma sempre con la pietra focaia in mano per accendere la scintilla. Se l’esca non è esplosa, colpa appunto dei dettagli. Che in uno scontro al vertice, poi, dettagli non sono. Mentre Wiggs finiva fuori campo cercando un cesto in velocità, oppure una tripla di Panni roteava ed usciva, Forlì chiudeva la contesa con cinismo e la fortuna di chi - comunque - si va a prendere tutto..

colpo d’occhio

Buono, ad ogni modo, il bilancio biancazzurro. Per i playoff la squadra sta lavorando bene e con merito («l’appetito vien mangiando» sussurra Leka), per le sfide da Everest ancora mancano tasselli. Una pennellata di malizia, qualche colpo di classe in più. Rimane la consapevolezza che la Feli Pharma ha futuro: i margini di crescita sono evidenti. Di squadra e dei giovani: vedi i baby Wiggs, Ebeling e Beretta. La strada intrapresa è quella giusta e, altro dato da non sottovalutare, anche la città inizia a rispondere con attenzione e calore. Domenica ci si è avvicinati a quota 3.000 (2.950 i dati al botteghino diffusi dal club), pur considerando gli oltre 300 fan romagnoli. La semina prosegue a tutto tondo. Adesso viaggio a San Severo, poi mezzogiorno al palasport con Piacenza (domenica 2 febbraio). Occhio, guys che sono due partite trappola. —



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