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L’Atalanta ha rigenerato la Spal di Semplici, ora il Bologna e la Ovest vuole una bolgia

Marco Nagliati
L’Atalanta ha rigenerato la Spal di Semplici, ora il Bologna e la Ovest vuole una bolgia

I tre punti conquistati lunedì sera hanno rimesso in carreggiata la formazione biancazzurra: in classifica e sul piano psicologico 

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FERRARA. Stavolta dal dentista è andato il “Gasp”. Il mal di denti, che la sua Atalanta appoggia come lascito negli spogliatoi rivali, gliel’ha girato di rimando la Spal di Leo Semplici. La storiella del fastidio e del dolore nasce dalla Champions League, dalla vigilia del match tra la Dea bergamasca e il Manchester City di Guardiola. Il conductor degli inglesi, per spiegare le difficoltà tattiche nell’affrontare i nerazzurri, sintetizzò: «Come andare dal dentista». Appuntamento fastidioso. Scorbutico. Cui fare volentieri a meno.

Lunedì sera la Spal, sostanzialmente candidata a vittima sacrificale stando ai bookmakers (la sua vittoria era quotata tredici volte la posta), s’è invece trasformata in Joker. Ha ribaltato la partita e - forse - la storia di una stagione che stava immalinconendosi ed innervosendosi verso la deriva. «Speriamo che questo successo sia una ripartenza - ha raccontato Semplici nel post gara - , che cancelli la negatività. Che dia morale a tutto l’ambiente».

Psicologia

Ecco, i tre punti strappati alla Dea hanno una duplice valenza: quella evidente in graduatoria (squadra ad un punto dalla salvezza), quella forse al momento ancor più incisiva sotto il profilo psicologico. Il vento bergamasco, volto a proprio favore, ha spazzato qualche nuvola di pessimismo cosmico. Rimesso energia in circolo. Anche l’autostima reclama carezze e battere una squadra “potente” come l’Atalanta porta quell’entusiasmo che aiuta a compiere uno sforzo in più. E sia chiaro, di sforzi alla Spal ne servono ancora tanti. Perché, comunque, il tavolo della “disperazione” appare apparecchiato per quattro (oltre alla Beneamata ecco Genoa, Brescia e Lecce) e una sola potrà abbandonarlo evitando la B.

Intanto, in vista dell’attesissimo derby di sabato col Bologna (ore 15 al Mazza), l’effetto rigenerante s’è fatto sentire immediatamente. La Curva Ovest, che non più tardi di dieci giorni fa al Centro di via Copparo aveva esposto uno striscione in cui invitava i calciatori ad estrarre gli attributi, ieri ha lanciato a tutto spiano l’iniziativa “sabato porta la tua bandiera”.

Mobilitazione

“La squadra a Bergamo ha sfoderato una prova monumentale e dato una risposta importante a tutti i tifosi - enuncia la Curva –, ora ci attendiamo una risposta altrettanto forte dalla Ovest. Portate da casa la vostra bandiera, innalziamo i nostri colori e facciamo venire giù lo stadio. Vogliamo una bolgia infernale per tutta la partita, andiamo a prenderci la salvezza un passo alla volta”. Il passaparola è scattato, inoltre in vari punti della città - per rafforzare il concetto - sono stati esposti striscioni di chiamata alle armi.

Di certo la contingenza è perfetta per ottenere il massimo dell’attenzione sul Mazza: la Spal ha appena piegato una big, s’è rimessa in carreggiata e sabato arriva il Bologna. Infatti, la prevendita fila che è un piacere: staccati a ieri 2.618 tagliandi, dei quali 1.419 settore ospiti che sarà sold out. Attenzione, però, ad un eccesso di confidenza con questa sorta di comfort zone che si sta ricreando. Già una volta, la Spal pareva avere imboccato il sentiero della redenzione. Colpo in rimonta a Torino, crisi che sembrava cancellata. Peraltro con le stesse modalità: gol rapido al passivo, rimonta micidiale e pungente. Finale vibrante e compatto. Poi, paradossalmente, al Mazza la truppa biancazzurra non è riuscita a dare seguito alla rinascita: fu ko col Verona e tutto nuovamente precario. Stavolta può essere diverso. Perché Semplici sta vedendo svuotarsi l’infermeria e recuperare la velocità di Reca ed il talento di Di Francesco non è secondario. Inoltre, adesso, c’è anche Dabo e un centrocampista di “gamba” e muscoli mancava. Se poi Missiroli torna quello dell’anno scorso, in mezzo si possono supportare anche le qualità di Valoti. Infine, il mercato. Indispensabile nel dare l’ultima spinta per la remuntada.

«Non si molla di un centimetro» dice un concentrato presidente Mattioli. —

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