Petagna, l’implacabile: «Gran colpo E adesso ci aiuti anche la società»
bergamo. Mica tanto figliol prodigo. Andrea Petagna, quando vede l’Atalanta, carica a testa bassa e segna. Sempre. Due anni così. E ieri sera ancora decisivo. Incisivo. Sorridente a fine partita.
Riceve applausi quando entra in campo, li ripiglia quando esce. Il “castiga Atalanta” rimane nelle simpatie dello stesso popolo bergamasco. «Intanto diciamo che questa, per la Spal, è una vittoria fondamentale - mette i puntini sulle “i” Petagna -: i tre punti ci servivano enormemente per la corsa salvezza. Dopodiché non posso nascondere che a Bergamo ho lasciato un pezzo di cuore: la mia avventura calcistica è partita da qui. E anche la Spal deve ripartire da qui, da questa prestazione».
Diciamo che le prestazioni, in trasferta, negli ultimi tempi ci sarebbero anche state. I risultati, invece... «La squadra è stata magnifica - ribadisce il bomber spallino -: abbiamo lottato su ogni pallone, tutti. In passato ci è mancato soltanto di essere concreti, portare a casa punti che avremmo meritato».
Un solo colpo, seppur così clamoroso, e la classifica sembra meno orribile. Oh, la battaglia rimane aspra ma intanto non trovarsi più solitari in coda è una buona iniezione di autostima. Petagna annuisce, sorride ancora. Sospira: «Beh, adesso spero che la società ci aiuti con qualche acquisto perché ci farebbe molto comodo. Per il resto noi continueremo a lottare. A non mollare».
E lui a buttarla nel sacco. «Ho iniziato a segnare da due anni, da quando sono alla Spal. Che mi ha preso per questo. L’anno scorso sono arrivato a quota sedici, adesso sono a sette. Devo continuare così per aiutare la squadra a raggiungere il traguardo».
Si parla molto di mercato, chi realizza è inevitabilmente oggetto del desiderio. Petagna sornione: «Non so nulla di questo, dovete parlare col mio procuratore. Io sono felice di essere qui». —
Guido Corsalini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
