La Spal s’illude Mihajlovic ribalta Bologna e derby
Vantaggio di Petagna ma immediato 1-1. A inizio ripresa il tecnico ospite scende in panchina, gioca la carta Barrow e vince: i biancazzurri non decollano
Derbissimo ieri al “Mazza” tra Spal e Bologna. Biancazzurri alla ricerca della seconda vittoria di fila dopo l’exploit di Bergamo, ed alla caccia di un posto in zona salvezza. Ok, ripassare un’altra volta. L’ennesima. La Spal non trova mai, ma proprio mai, la continuità di rendimento, di risultati, per scalare posizioni e venire fuori dai guai. Anche ieri si è solo illusa, col vantaggio di Petagna. Subito agguantati, i biancazzurri hanno ceduto di schianto nella ripresa, quando mister Mihajlovic ha preso in pugno la situazione, è sceso in panchina e con la sua presenza ed una mossa tecnico-tattica (dentro Barrow, Palacio centravanti) ha cambiato il Bologna ed il derby. Per la Spal la corsa-salvezza resta simile alle montagne russe.
fuochi d’artificio
Spal in campo con la stessa formazione reduce dal successo sull’Atalanta: il neo-acquisto Bonifazi si accomoda in panchina. Sull’altro fronte mister Mihajlovic opta per un Bologna solido, difensivo, di maggior impatto fisico, e per questo rinuncia inizialmente a Dominguez e Barrow per schierare Poli in mediana e l’armadio Santander come unica punta. Palacio, di conseguenza, deve traslocare in fascia sinistra, a battere zolle non propriamente sue.
Avvio di studio. Gioco stagnante. Miccia accesa da un brutto ed inutile gesto di Poli su Strefezza. La Spal cresce, prende l’iniziativa, cerca il palleggio e l’azione manovrata. Missiroli suona la carica. La supremazia biancazzurra sfocia logicamente nel vantaggio, su sacrosanto rigore che necessita però della chiamata Var perchè il mediocre Fabbri non vede la netta cintura dell’improvvido Paz su Di Francesco. Petagna trasforma, lo stadio esplode, ma arriva immediatamente la doccia gelata. Spal raggiunta dopo 60 secondi, il tiretto senza pretese di Soriano è malauguratamente deviato da Vicari. I biancazzurri accusano il colpo, complice il totale sbalestramento dell’arbitro che assegna un penalty ridicolo, assurdo, invisibile ed inesistente al Bologna, ammonendo pure Berisha. Per fortuna il Var pone rimedio. Però la Spal deve respirare, ragionare, riprendersi. Calma e sangue freddo. È un processo lento, ma i segnali ci sono. Si rivedono trame di gioco. Sembra gol, infine, verso lo scadere, ma Tomiyasu impedisce che il pallone di Reca entri in porta. Prima frazione pirotecnica.
cambia tutto
La ripresa si apre con Bonifazi al posto di Cionek (già ammonito, e in bambola dopo l’errore su Santander): ovazione del “Mazza” per il figliol prodigo. Sulla panca rossoblù appare mister Mihajlovic, dopo la prima frazione seguita dalla cabina causa le condizioni meteo nemiche del suo stato di salute. La Spal attacca sotto la Ovest, ma i brividi sono alle sue spalle. Berisha salva su Soriano (dopo errore proprio di Kevin), poi la zuccata di Paz dà l’illusione ottica del gol. Fabbri continua il suo pessimo show e non ammonisce il centrale argentino che cintura Petagna impedendogli la progressione: sarebbe stato secondo giallo, ed espulsione. Arbitraggio scandaloso, non esce un cartellino nonostante i tanti falli del Bologna a spezzare in avvio le azioni spalline. I biancazzurri provano a premere, insistono, ma l’azione è un filo troppo lenta e quindi diventa prevedibile.
svolta ed epilogo
Mihajlovic toglie Santander, mette Barrow e sposta Palacio al centro, dove può incidere maggiormente. Scatta immediato il “fattore C” dei grandi strateghi: combinazione Barrow-Palacio, cross respinto corto ed il baby gambiano è lì a raccoglierla e scaraventarla mirabilmente in rete. Il Bologna ribalta il derby. La parola fine cala poco dopo, col tris firmato da Poli. Quindi, è un trascinarsi alla fine.
Verdetto non illogico. Il Bologna ha mostrato di essere più forte, ha uomini (e ne mancavano sei...) che fanno la differenza. La Spal ha pagato l’incapacità di gestire i momenti decisivi, commettendo errori che hanno inficiato le buone cose che pure stava mostrando. La battaglia sarà lunga e ardua. —
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