Per Dabo non è tutto da buttare «Partiti bene, c’era equilibrio»
Il nuovo centrocampista spallino impressionato dal “Mazza”: qui i tifosi ti sostengono anche se sei ultimo in classifica
FERRARA. Il compito di analizzare quanto successo sul viscido manto erboso del “Paolo Mazza” durante i novanta minuti del derby perso col Bologna è stato affidato a Bryan Dabo. L’ex centrocampista della Fiorentina, approdato alla Spal durante questa sessione di calciomercato invernale, ha offerto una prestazione quanto meno volenterosa, finché la condizione fisica l’ha supportato.
«Dare spiegazioni per questa sconfitta – ha dichiarato il mediano nato a Marsiglia – così a caldo è difficile. Sicuramente, rispetto alla precedente uscita contro l’Atalanta, ci sono mancate un pochino di cattiveria e di attenzione, forse abbiamo curato meno alcuni particolari. Tuttavia, eravamo anche partiti bene, tenendo per alcune fasi un buon possesso palla e passando in vantaggio con il calcio di rigore di Petagna. Nella ripresa – ha proseguito Dabo – abbiamo concesso troppo, subendo quei due gol che si sono rivelati determinanti».
Il giudizio del rinforzo di centrocampo, però, non è del tutto negativo: «A mio parere non si è vista tutta questa differenza tra le due squadre, sopratutto nella prestazione specifica del centrocampo. C’è stato equilibrio, anche se a livello generale siamo un pochino mancati».
L’inizio gara era stato comunque promettente: «Sì, siamo entrati in campo carichi a dovere, con la giusta determinazione, necessaria per queste circostanze. Non siamo stati assolutamente una squadra morbida, anche se, rispetto alla sfida contro l’Atalanta, abbiamo fatto qualcosina di meno. In questo momento non ci resta che guardare avanti, perché siamo consapevoli che per riuscire a centrare il nostro obiettivo dobbiamo giocare al massimo le prossime sedici finali che ci aspettano da qui a fine campionato. È inutile guardarsi indietro o analizzare ancora questa sconfitta. Dobbiamo proiettarci il prima possibile verso la prossima partita con la Lazio».
Che sarà seguita dalle sfide contro Sassuolo e Lecce, due test assolutamente spartiacque per il prosieguo di questo lungo percorso salvezza, che in questo momento propone lo scenario della corsa a quattro con Genoa, Brescia e Lecce, ma che potrebbe tornare a coinvolgere pure la Sampdoria.
«Abbiamo visto che basta portare a casa una partita e indovinare tre punti pesanti – ha continuato Dabo – che si ritorna sopra le altre. Non ci resta che vincere o comunque fare punti per muovere la nostra classifica».
Poi, sulla propria condizione fisica, naturalmente non ancora al top, come logico che sia: «Ovviamente non posso essere al 100%, perché sostanzialmente sono stato sei mesi fuori rosa, senza giocare partite ufficiali, ma solo allenandomi. Però devo dire che sto bene e secondo me con un’altra settimana e un’altra partita nelle gambe arriverò a un ottimo step, quasi totale».
Infine, sulle sensazioni percepite dall’esordio biancazzurro nello stadio di casa, dopo le due partite giocate in territorio lombardo, a Milano e Bergamo: «Top – questa la parola usata da Dabo per sintetizzare il pensiero –, perché il “Mazza” somiglia un po’ a uno stadio inglese, con le persone molto vicine al campo di gioco che ti fanno sentire il proprio supporto. Devo aggiungere che la tifoseria della Spal è veramente grande, perché non capita in tutti i posti di ricevere questo calore quando la squadra è tra le ultime della classifica. Spesso in tali circostanze si trovano ambienti pesanti e non facili, ma qui è diverso». —
Alessio Duatti
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