La solitudine di Berisha contrasta col suo valore e con i grandi meriti del fumantino Scalabrelli
Nel derby col Bologna il portiere si è confermato il migliore della serie A ma alla fine era affranto. E il suo preparatore, espulso, non era lì con lui
i personaggi
La solitudine del numero 1, si potrebbe dire. Solo che in questo caso è il 99. Sulla sua schiena la cifra che campeggia è quella, ma “1” - nel senso sia di portiere per eccellenza che di migliore del lotto - Etrit Berisha lo è senza bisogno che sia stampato sulla maglia.
inconsolabile
Riavvolgiamo il nastro. Sabato al “Mazza”, sul fare delle 17. Buio pesto, in senso reale ed anche metaforico. Bologna che esulta, giocatori spallini che si avviano verso il centro, nella loro metà campo d’attacco nella ripresa, in attesa del consueto sermoncino di mister Semplici. Solo uno non si muove. È Berisha. Qualche metro fuori dalla propria area di rigore, rimane a lungo inginocchiato, la testa china. È affranto. Difficile capire se sul volto ha gocce di pioggia o lacrime. Nel petto un mix di delusione - per l’ennesima sconfitta - e di frustrazione: i suoi grandi interventi non sono serviti ad evitare il ko nel derby. Intorno a lui il vuoto. Passa del tempo prima che gli si avvicini qualcuno, per un vano tentativo di consolazione. L’unico che forse gli avrebbe potuto dire qualche parola “giusta” sarebbe stato Cristiano Scalabrelli. Il suo preparatore.
gli allievi
Toscano, classe 1970, ex portiere che la serie A l’ha toccata ma non masticata con Torino e Napoli, e che l’ha vissuta in maglia viola (esordio con la Fiorentina contro il Napoli, e porta mantenuta inviolata). Dal 2012 è di casa: prima alla Giacomense poi - dall’anno dopo - alla Spal. Come preparatore, appunto. Milizia biancazzurra più vecchia di quella di un’icona quale mister Semplici. È... sopravvissuto agli esoneri di Rossi, Gadda e Brevi. Presenza costante negli staff dei vari allenatori succedutisi da quel 2013 ad oggi. Ed un motivo c’è. Scalabrelli è bravo. Il più bravo, forse. Lo dicono i fatti. Menegatti ha vissuto con lui i due migliori anni della sua carriera. La promozione in B è stata ottenuta con Branduani e Contini, non con... Gordon Banks. Poi è stato un “certo” Alex Meret a formarsi, consacrarsi ed esplodere sotto la guida di Scalabrelli. Quanto ad Alfred Gomis, al di là dell’avvicendamento con lo stesso Meret prima e con Viviano poi, e della polemicuccia post-addio, il lavoro deve essere stato proficuo, se è vero che oggi - nel modesto Dijon, ultimo al suo arrivo e adesso a +3 sulla zona retrocessione - è considerato tra i migliori guardiani della Ligue 1, Infine, Viviano: dopo sei mesi portoghesi di inattività, ha vissuto mezza stagione da titolare alla Spal.
etrit super
E adesso, appunto, Berisha. Che sta vivendo la sua miglior annata italiana per continuità e rendimento. Sempre presente, sempre titolare, sempre sugli scudi. In alto nel Fantacalcio, spesso e volentieri indicato da Mediaset come autore della miglior parata del turno, l’albanese a oggi è considerato (insieme al torinista Sirigu) il miglior portiere della serie A. Bravo lui, va da sè, ma il corso degli anni dice che Scalabrelli non ha sbagliato un colpo, financo migliorando il materiale a disposizione.
come... bats
Michel Platini, quando era c.t. della Nazionale francese, all’atto di diramare le convocazioni stilava la lista dei giocatori di campo, poi delegava al suo collaboratore Joel Bats - ex grande portiere del Paris Saint Germain e della Nazionale stessa - il compito di scegliere i portieri, perchè - diceva Le Roi - «solo un portiere capisce di portieri». Ecco, magari alla Spal mister Semplici non chiede a Scalabrelli quale portiere schierare (quest’anno il problema non si pone proprio...), però in un recente passato il confronto, proficuo, sicuramente c’è stato.
Fumantino come si conviene ad un toscano, ormai si è perso il numero delle sue espulsioni. L’ultima, proprio sabato scorso nel derby, sul finire del primo tempo col Bologna, su segnalazione del solerte quarto uomo. Scalabrelli, evidentemente, ne aveva cantate quattro all’arbitro Fabbri, che la partita non l’ha decisa ma in parte l’ha condizionata.
punti fermi
Oggi, giornata di decisioni del giudice sportivo, si vedrà se e per quanto Scalabrelli verrà squalificato. Ma l’importante è che sia presente in settimana, come sempre, a capofitto nel suo lavoro, circondato da Berisha, Demba, Letica, quasi sempre anche dal giovane Meneghetti. E crediamo che Scalabrelli debba toccare i tasti giusti per cancellare quell’immagine finale - certo toccante - di Berisha, solo e sconsolato.
Testa alta. Il portiere ed il suo preparatore sono punti fermi di questa Spal. —
Paolo Negri
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