Dopo il campionato il Sama adesso vuole pure la Coppa
Sabato alle 17.30 a Portomaggiore arriva il Montecchio È la gara d’andata che poi porterà alla Final Four
PORTOMAGGIORE- Le cose in campionato vanno così bene che si può abbandonare per un momento la situazione in classifica: il Sama ha dato tanto e punta forte ai playoff e alla promozione in serie A, ma si può permettere il lusso questa settimana di concentrarsi sulla coppa Italia. Sabato al palazzetto portuense arriverà il Sol Montecchio (ore 17.30), per la partita di andata della sfida che qualifica alla Final Four in programma a pasqua.
Il patron gialloblù Giorgio Marzola spiega quanto punta il Sama su questa coppa Italia: «Beh, non posso nasconderlo... Se mi chiedono cosa preferisco tra coppa e campionato, dico ovviamente campionato. Anche perché la coppa l’abbiamo già vinta (2018; ndr). Però questo non significa che giocheremo per passatempo» .
Tra l’altro, la sfida con Montecchio è parecchio invitante... «Certo, perché si incontrano le uniche due squadre tra le cento e passa della serie B che sono ancora imbattute. Montecchio addirittura non ha nemmeno perso un punto. Sarà dura ma ci proveremo».
A fine girone di andata del campionato, non si può non fare un primo bilancio della stagione. Marzola è categorico: «Il bilancio è estremamente positivo. A fine agosto, al raduno, eravamo convinti di aver allestito una buona squadra. E avevamo pure azzeccato i pronostici, dicendo che ce la saremmo giocata con Bologna e San Giustino. Ma da qui a pensare di avere 6 punti di vantaggio sulla seconda, ce ne passa Con queste tredici vittorie di fila abbiamo fatto qualcosa di importante». Il presidente prova a spiegare quale segreto ci sta dietro successi: «Squadra e staff tecnico stanno ottenendo il massimo possibile. I giocatori sono molto motivati, i cinque che provengono dalla serie A stanno trainando gli altri sulla strada del tanto lavoro in palestra». Nello spogliatoio, dunque, l’ambiente è super. Ma c’è una sorpresa. Marzola riflette: «Chi ha costruito la squadra, cioè io e mio figlio Marco, nei fatti ha compiuto buone scelte. Però i centrali sono quelli che stanno andando oltre: Augusto Quarta non ha niente a che vedere con la B e Jacopo Ferrari sta giocando benissimo». —
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