Rossetto, un musher che sfida l’élite «E adesso ci provo con i Mondiali»
Il ferrarese è giunto terzo ai recenti campionati italiani di sleddog che si sono disputati a Vermiglio
l’avventura
Marco Nagliati
Resistenza. Velocità. Determinazione. Il conducente che impartisce le direttive, i siberian husky che calpestano la neve: testa bassa, lingua fuori. C’è un ferrarese che è salito sul podio (terzo) nei campionati italiani di sleddog che si sono svolti a Vermiglio (Trento). Per Stefano Rossetto il mix di cui sopra ha creato magia e al traguardo ad aspettarlo c’era un premio forse inaspettato. Perché Rossetto ha meno carte da giocarsi.
internazionale
A Vermiglio la competizione era Open, quindi aperta ai migliori rappresentanti europei della disciplina. Un’ottantina di concorrenti, tra questi gli italiani che gareggiavano per il tricolore Fidasc. L’estense ha potuto festeggiare nella categoria 4dogG1 (quattro cani) dietro al vincitore Luca Castelletta ed a Fabrizio Filoni. Undicesimo in classifica generale, bronzo tricolore. «L’ente che organizza è da considerarsi una sorta di Uisp dell’attività cinofila – spiega Rossetto -, quindi stiamo parlando di una disciplina del tutto amatoriale. Benché sia molto costosa. Io partecipo con sei cani, ruotandoli a seconda del momento e del loro stato di forma. Ma mi trovo a competere anche con iscritti che di cani ne hanno una dozzina quindi possono sempre scegliere i meno stanchi». È la passione, invero, che spinge a sfrecciare sulla neve. Su una slitta e con cani che sprintano.
È una simbiosi uomo-animale, “dentro” la natura, la vera molla. Rossetto è un veterano delle competizioni sleddog: l’inizio oltre quindici anni fa, poi lo stop. La ripresa da un paio di stagioni. Affrontando e dribblando le insidie di un “musher” che vive in città e deve confrontarsi con rivali che in montagna sono stanziali. Stefano vive a Santa Maria Maddalena, si allena sull’argine del Po. Quando può, invece, sale in quota: «Domenica tornerò a Vermiglio per allenarmi – dice -; ci vengono concesse le piste destinate allo sci di fondo. Quest’anno c’è carenza di neve, andiamo a cercarla per affinare l’intesa perché dal 7 al 9 febbraio ci saranno i Mondiali. Ed io andrò». Appuntamento a Zuberec, in Slovacchia.
divisione
Nelle gare tricolori si gareggia su due manche: la somma dei tempi stabilisce la classifica. Nella rassegna iridata le prove sono tre. Più tosto. Dispendioso. Rossetto andrà con i sei siberian: il più piccolo di diciotto mesi, poi i “veterani” di sette-otto anni. Con lui la figlia Giulia con la quale condivide le avventure e l’impegno, divide la partecipazione alle gare. «Quello che è davvero fondamentale – spiega Rossetto – è la simbiosi che il cane crea col padrone. Ecco perché stare molto assieme a loro, allenarsi di frequente, diventa decisivo. I comandi, se c’è feeling assoluto, vengono recepiti al meglio: destra, sinistra. Parti, accelera… Fermati. Alla fine il rapporto affettivo supera di gran lunga l’aspetto agonistico. Tutto magnifico, però servono tempo e denaro».
Rossetto sorride, come dire: io faccio quello che posso. Poi aggiunge: «Di fatto, fatico e mi alleno dodici mesi per viverne appena tre di gare. Vero che sta prendendo piede anche l’attività su terra, però…». Vuoi mettere lo scricchiolio della neve, il panorama avvolto nel bianco, e le nuvolette di fiato condensato? Prossima avventura Zuberec, dove il termometro a febbraio – mediamente – si avvicina allo 0. L’ambiente ideale per un musher ed i suoi siberian. —
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