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Finanze ottime e bei colpi. Ma la spalla di Petagna non c’è

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Ridursi all’ultimo giorno. Alle ultime ore. Agli ultimi minuti. Un mercato interminabile, caotico, spesso senza logica nelle scelte.

Alla fine la Spal ha corroborato di parecchio le proprie casse sociali, con cessioni (Moncini, Kurtic, Igor, un Petagna che comunque resterà fino a giugno) che hanno portato una trentina di milioni. Certo non tutti esigibili nell’immediato, e non tutti messi sotto il materasso, ma che a bilancio significheranno molto. Anche perché sono state compiute spese importanti (Bonifazi su tutti) ma nel complesso le operazioni in entrata sono risultate molto meno onerose, quindi il saldo economico finale è largamente in attivo. Dal punto di vista finanziario è stato un ottimo mercato.

Detto ciò, un altro aspetto. Forse il più importante nell’ottica della lotta per la salvezza, della rincorsa alla permanenza in serie A. Vista la frenesia degli ultimi giorni, e di ieri, ci si chiede: la Spal certi sforzi non poteva compierli in estate, all’atto di costruire la squadra, anziché adesso quando si è costretti ad una corsa a handicap vista la classifica?
Questione di opportunità, ha già avuto modo di rispondere il d. s. Davide Vagnati. Che ha rafforzato la difesa (Bonifazi e Zukanovic, pur se su quest’ultimo grava il peso dei mesi in Arabia tra l’altro non coronati da successo e da utilizzo) e centrocampo (Dabo e Castro) e fatto un inserimento di peso (Cerri) in attacco. A priori, però, Cerri non giocherà in coppia con Petagna, perché sono giocatori sostanzialmente identici, pur se la generosità di petagna e la sua tendenza a portarsi anche fuori area ed allargarsi potranno consentire – in determinate condizioni – l’uso del tandem. Di certo c’è che domani a Roma mancheranno entrambi, Petagna per squalifica e Cerri per un piccolo infortunio (a meno che non fosse una cosa diplomatica in vista della cessione). Alla Spal serviva una seconda punta agile, veloce, di dribbling, capace di saltare l’uomo e di segnare. Era stato scelto Iago Falque, che alla fine ha preferito il Genoa. Spiazzata, la Spal ha brancolato tra profili validissimi ma irraggiungibili (Caprari) ad altri dalle caratteristiche di ala (Younes, Sottil) o di centravanti (Livaja) e non di seconda punta. Ieri sera, addirittura, c’è stato un abboccamento con lo svincolato Matri, che era uomo d’area. Non si capisce la logica, così come il tentativo di dare Valoti in prestito alla Fiorentina per il pari prestito del giovane Sottil: due elementi dal peso specifico ben diverso nelle rispettive squadre, e in serie A, oltre al fatto che Sottil – come si diceva – è un’ala. Come Di Francesco, al quale continuerà ad essere affidato il compito di spalla di Petagna.

Infine, sono rimasti a carico Sala e Salamon.

Alla fine un buon mercato, non eccellente. Sperando che Bonifazi, Dabo e Castro siano sufficienti per spingere la squadra alla rimonta. –

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