«Nessuna minaccia: Lazzari ora non può camminare a testa alta»
Ieri la Curva Ovest ha precisato i fatti del post Lazio-Spal negando che all’ex siano state rivolte offese pesanti e censurandone la reazione
la querelle
Se grande amore è stato, di certo c’è che adesso volano gli stracci. Tra Manuel Lazzari, fresco ex idolo spallino, ed i tifosi biancazzurri, in particolare quelli della Curva Ovest, è rottura totale e definitiva. Sancita dagli episodi post Lazio-Spal, quando lo stesso Lazzari ha postato sui suoi social di avere ricevuto minacce di morte dai sostenitori biancazzurri. Conseguenti polemiche, ovvia eco, precisazioni di Lazzari. L’ultimo atto di una rottura che parte da lontano, con le prime crepe che risalgono alla scorsa estate quando il giocatore - ormai prossimo al passaggio alla Lazio - preferì declinare l’invito alla festa dei tifosi. Forse anche per questo, in occasione di Spal-Lazio della 3ª d’andata, Lazzari venne accolto con freddezza, sostanzialmente ignorato - se non fischiato - quando invece ci si aspettava ben diversa manifestazione per via del suo percorso spallino.
Ieri, poi, il comunicato della Curva Ovest: «Avevamo deciso di tacere per non alimentare ulteriori polemiche, ma la vicenda pare non sopirsi... anche a causa del comunicato dell’agenzia “Italian Managers Group” che rilancia il post del proprio assistito Manuel Lazzari. Ci pronunciamo quindi per rimarcare con decisione che quanto successo non è in alcun modo catalogabile come “minaccia di morte”. Parole che hanno un significato preciso e molto pesante».
«Di seguito quindi i fatti nudi e crudi - aggiunge la Curva -: ciò che scriviamo è stato visto, e può essere confermato, da moltissime persone presenti allo stadio Olimpico. Al termine della partita Lazzari si trovava all’esterno dello stadio, a un centinaio di metri dal punto in cui transitavano i tifosi. Individuato a vista da un paio di ragazzini, forse nemmeno maggiorenni, veniva bersagliato a distanza con epiteti ed espressioni tipiche dialettali (che sappiamo bene non avere significato letterale se tradotte in italiano e soprattutto se decontestualizzate dall’ambito stadio). In bella risposta una ragazza che lo accompagnava alzava il braccio facendo il gesto del dito medio ai due. Così provocati, questi hanno nuovamente gridato qualche altra offesa per poi proseguire per la loro strada».
«La scena è durata in tutto una decina di secondi al massimo tra l’ilarità dei presenti, trattandosi di normale sfottò da stadio verso un giocatore avversario - aggiunge la Ovest -. Qualcuno può seriamente pensare che le offese fatte in queste circostanze possano essere denunciate pubblicamente da un professionista configurandole come “minacce di morte”? A fronte della futilità dell’accaduto, Manuel Lazzari ha invece pensato bene di usare una terminologia completamente inappropriata per il suo post».
«Con queste poche righe di chiarimento speriamo di scrivere davvero la parola “fine” al piede di questa barzelletta e dimenticare per sempre Manuel Lazzari che, di certo qui a Ferrara - sancisce nel comunicato la Ovest - non potrà più camminare a testa alta...». —
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