La difesa peggiora: subìti 4 gol in più rispetto ai primi tre turni d’andata
ferrara. La velocità di Boga, la tecnica di Berardi, le capacità d’incursione di Djuricic e Traorè, unite alla caparbietà di finalizzare di bomber Caputo spaventano alla sola descrizione.
Perché la (non) prestazione difensiva di Roma contro la Lazio e le clamorose sbavature (e dormite) del derby col Bologna sono ricordi ancora vivi nella mente e negli occhi dei tifosi biancazzurri. È una difesa in questo momento veramente poco difendibile, quella della Spal: si parla di reparto, si parla di singoli, ma naturalmente non ci si scorda della compattezza che dovrebbe avere l’intera squadra nella fase difensiva.
cifre
Sta di fatto che le statistiche sono letteralmente peggiorate con l’inizio del girone di ritorno. Se all’andata, infatti, nelle prime tre partite la squadra aveva subito 5 reti, in questa prima fase di ritorno i gol al passivo sono stati quasi il doppio: 9. La media punti non è cambiata, ma i segnali arrivati sono tutt’altro che confortanti, soprattutto alla vigilia di una partita contro il Sassuolo che ha tutte le carte in regola per riprovare la pressione del reparto arretrato biancazzurro. Che dovrà reggere, perché la possibilità di portare a casa un risultato utile passerà anche e soprattutto da qui. Perché la Spal avrà anche grossi problemi nel segnare, ma ultimamente la media di passività si è alzata toccando quota 38: 16 subìti in casa e 22 in trasferta. Solo in due circostanze da inizio anno a oggi la Spal ha tenuto la porta inviolata: nella vittoria di misura contro il Parma e nello 0-0 di Udine. Due circostanze da quattro punti.
paragoni
Fino alle ultime imbarcate la Spal non aveva fatto peggio delle rivali per la salvezza, anzi: il Genoa ne ha incassati 43, il Lecce 42, il Brescia 41. Tuttavia queste squadre hanno segnato rispettivamente 7, 11 e 4 reti in più dei biancazzurri ed ecco che la differenza viene sistemata in fretta.
le individualità
Venendo ai singoli. Cionek ha finora palesato davvero tantissime difficoltà ed evidenti errori, ma nemmeno Tomovic (seppur leggermente più ordinato) ha dato quell’apporto d’esperienza che si auspicava. Idem per Felipe, la cui carta d’identità ogni tanto si fa sentire più del solito, mentre Vicari ha avuto un rendimento altalenante. L’esperimento Igor è diventato viola nel giro di sei mesi e altri due calciatori sono arrivati per tentare di occupare meglio quella casella di terzo centrale di sinistra. L’augurio è che Bonifazi riesca il prima possibile a farsi riconoscere come il Kevin delle scorse stagioni. Da scoprire il contributo che darà Zukanovic.
Il mercato è chiuso, a fine campionato ci si arriverà con questi giocatori: sta a loro il dimostrare di voler difendere la linea arretrata, con le unghie e con i denti. Perché la solitudine dei numeri primi (Berisha) non merita di rivedere un fermo immagine di un’arrendevolezza sconsolante come quello sul gol dalla distanza di Immobile. –
Alessio Duatti
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