La Feli Pharma può frequentare la nobiltà Però manca un cent per l’ultimo passo
Basket serie A2. La sconfitta di mercoledì sera con Verona non ha ridimensionato la formazione di coach Leka
l’analisi
Marco Nagliati
Battagliera. Solida. Coesa. La Feli Pharma, dopo ventidue partite di campionato, ha ampiamente legittimato il suo ruolo di ottima attrice del girone Est di A2. Ed altrettanto orgogliosamente, nell’ambiente biancazzurro, fanno notare come giusto un anno fa la squadra era ultima mentre ora è nel lotto delle terze. In piena corsa playoff. Un traguardo non sbandierato in estate, ma che sottovoce trovava spazio nelle chiacchiere più rilassate da aperitivo. C’è, dunque, di che essere soddisfatti di questa prima parte di cammino pur con le tossine del ko interno con Verona ancora in circolo. E attenzione, che la classifica è molto corta e dal basso iniziano a spingere risalendo. Significa che il posto appena dietro le big va difeso con la solita determinazione.
Al cospetto della Tezenis, una corazzata che sta riprendendo la marcia che le compete (cinque vinte nelle ultime sei), mercoledì sera il Kleb ha peraltro giocato con due elementi chiave acciaccati e fortemente limitati (Vencato e Baldassarre) e col giovane pivot Beretta fuori per infortunio. Per una squadra che fa della fisicità la sua forza, essere al top atletico è fondamentale. E qui sta il punto, che pone la Feli Pharma appena sotto le grandissime: profondità dell’organico, un goccio di esperienza in più, e talento. Non è un caso se al palasport sono passate tutte le prime tre: Ravenna, Forlì e Verona. Al termine di splendide battaglie cestistiche, rispondendo colpo su colpo, il Kleb ha ceduto nel finale perché gli avversari hanno avuto la zampata del campione. La magata. Il lampo. L’esperienza. I veterani che fanno la differenza nel punto a punto, quando il dettaglio conta. Al Kleb, per salire l’ultimo gradino, manca questo: un cent. Il leader che non sbagli la scelta decisiva. Che insacchi la tripla “tagliagambe”. Che prenda palla e... “ci penso io”. Gli ultimi rivali, s’è visto, sono stati Rosselli ed Hasbrouck: dioscuri di personalità. Coach Leka non potrà avere questo - per ora - da Wiggs un rookie. Né da Campbell che non ha nelle sue corde parti da protagonista. Non può esserlo Baldassarre, uomo di grinta e fiammate ma che ha bisogno di avere la squadra al fianco. Nemmeno Vencato può suonare questo spartito personale: lui, semmai, innesca la miccia. Poco male, va detto. Questa era una stagione di semina e formazione. I progetti vincenti si costruiscono pezzo per pezzo, con calma. Se le risorse non sono infinite.
tommyphanton
Intanto il “leone” Tommaso Fantoni, anche contro Verona, è risultato fra i mattatori in casa Feli Pharma. Peccato che il suo apporto non sia bastato per centrare il successo. «Nel finale abbiamo commesso un paio di errori difensivi che Rosselli ha punito con due triple - dice -; bravi loro, ma noi usciamo a testa alta e con un po’ di rammarico. Perché ce la siamo giocata fino alla fine, peraltro con Vencato e Baldassarre che non erano al top della condizione. Per questo alcuni di noi hanno dovuto giocare fuori ruolo, tra l’altro avendo ancora nelle gambe il match contro Piacenza. Nonostante tutto ce la siamo giocata, prendiamo questa parte positiva del discorso: ora resettiamo e iniziamo a pensare a Montegranaro». A testa alta. «Dentro al campo di botte se ne sono viste, è sempre bello giocare contro squadre come Verona: riesci a capire il tuo livello e a guardare quello che potrebbe essere il futuro prossimo».
La prestazione
Domenica appuntamento a Montegranaro. «I marchigiani hanno perso a Forlì di misura, significa che hanno fatto un’ottima gara; anche loro, come Verona, hanno cambiato assetto di squadra e il coach (Di Carlo per Ciani; ndr). Montegranaro è una squadra ostica, inoltre giocare a Porto San Giorgio non è mai facile».
«A questo punto della stagione posso essere solo contento - spiega Fantoni -: non dobbiamo dimenticarci dove eravamo 365 giorni fa. Quest’anno nelle sconfitte non abbiamo mai sbracato, abbiamo sempre giocato sopra le difficoltà e sui dolori; fra di noi ci vogliamo bene e devo dire che sono contento di fare parte di questa squadra. Ditemi dove devo firmare per continuare a ballare fra il terzo e il quinto posto. Il nostro compito è continuare a cavalcare l’onda». —
(ha collaborato
Lorenzo Montanari )
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