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Spal di nuovo argentina grazie a Castro

Paolo Negri
Spal di nuovo argentina grazie a Castro

Era dai tempi di Massei che non c’era un “albiceleste” in A El Pata ha il compito di guidare la rincorsa alla salvezza 

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Nei ritrovi della comunità ferrarese di Baires, ove il calcio e la Spal sono un modo per restare a contatto con le proprie radici, si celebra il recente arrivo di Lucas “El Pata” Castro in biancazzurro. L’ingaggio del centrocampista ha riannodato il rapporto tra la Spal e l’Argentina, due realtà indissolubilmente legate dal cromatismo albiceleste e dalla figura di Oscar Massei.

il mito

Se dici Spal dici Massei. E se dici Massei dici Argentina. Il mitico Oscar è ancora talmente popolare nel suo Paese che proprio in questi giorni è stato citato da Cesar Luis Menotti. Il popolare Flaco, ex c. t. della Nazionale campione del Mondo nel 1978, riferendosi alla profonda crisi del Rosario Central – la squadra in cui mosse i primi passi da calciatore – ha dichiarato che «fa male constatare che oggi il Central non è fedele a Oscar Massei, Humberto Rosa e Antonio Gauna», riferendosi alla grande squadra Canalla di cui proprio Massei fu cannoniere e figura di prua nel 1954 e 1955 prima di essere ceduto all’Inter e successivamente arrivare alla Spal.

Non c’è bisogno di ricordare cosa sia stato – e ancor oggi rappresenti – Massei per i biancazzurri. Il più grande di sempre. Leader, capitano, regista, fedele uomo di riferimento in campo e fuori. La classe fatta giocatore. Un gentiluomo. Il simbolo spallino per antonomasia.

meteora montagnoli

Con un simile ambasciatore, in un certo senso meraviglia che la Spal non abbia maggiormente esplorato il canale argentino. Nella storia biancazzurra, oltre a Massei, solo Montagnoli, Rebonato, Aurellio, La Grotteria e Pignatta hanno vestito la maglia della Beneamata. Anche perché o sono state meteore, o non hanno lasciato segno imperituro. Anzi. Tra questi, oltretutto, solo Montagnoli ha giocato in A, gli altri sono stati alla Spal in B, in C o addirittura in D.

Josè Montagnoli arrivò in biancazzurro proveniente dai francesi del Metz. Mezz’ala ambidestra, nel campionato 1954/55 di serie A disputò solo 11 partite, segnando 1 gol. Un onesto pedatore, meno talentuoso del figlio che negli anni’70 fu buon attaccante in Argentina (con una parentesi francese al Nizza).

almirante brown

Se poi Massei caratterizzò le stagioni dal 1959 al 1968, per rivedere un argentino alla Spal si dovette attendere il 1973. Frontiere bloccate, ma il passaporto italiano (già che era nato a Cerea, in provincia di Verona, nel 1949) consentì a Renzo Rebonato di approdare in biancazzurro. Rebonato o... Rebonatto, perché in Argentina era conosciuto così, con la doppia t, ed ancora oggi viene ricordato. Alla Spal non lasciò traccia (1 presenza in B, subentrando a Pezzato in Spal-Avellino del 2 dicembre 1973), forse anche per l’equivoco sul ruolo – non era attaccante puro – ma in patria resta negli annali: fu lui, infatti, che il 14 giugno 1969 segnò il primo gol nel nuovo stadio “Fragata Presidente Sarmiento”, che si inaugurava in quel giorno. Rebonatto andò in gol al 12’della partita tra l’Almirante Brown, padrone di casa, ed il San Telmo, finita 2-3. Il futuro spallino giocava nell’Almirante Brown, ed in maglia giallonera visse gli anni migliori.

darìo e cristian

L’argentino successivo è stato Darìo Carlos Aurelio, classe 1976, prima ala, poi mezz’ala, riconvertito terzino sinistro nel 2002 nella disastrosa Spal di Sonzogni. Impostosi con la generazione d’oro del Gimnasia y Esgrima di La Plata, in Europa (Brescia, Cosenza, gli scozzesi del Livingston) non ebbe grande fortuna. Portato a Ferrara dai Pagliuso, mise in mostra un gran bel sinistro e qualità che però non espresse mai con decisiva continuità. Per lui tre stagioni di C1 (la migliore fu l’ultima, nel 2004/2005, tra i titolarissimi di mister Max Allegri) con 70 presenze e nessun gol. Ora fa l’allenatore, ha il patentito Uefa, è fedele “secondo” del suo grande amico Facundo Sava (ex compagno di squadra nel Gimnasia).

Pochi anni dopo, ecco Cristian La Grotteria, talentuosissima mezzapunta/centravanti: gran fisico, piedi dolci, senso estetico e della porta. Purtroppo era quasi a fine carriera, ma tra C2 e C1 mise insieme una cinquantina di gare e 13 gol. Bel talento, visto tardi.

Di... Luciano Pignatta (3 parziali gettoni in D) meglio non parlare.

dopo il deserto

Dunque, Massei e poi il... deserto. Ora, Castro è il primo argentino – dopo l’immenso Oscar – a vestire la maglia della Spal in serie A. Centrocampista di lotta e di governo, esperto, carismatico, bel personaggio. La missione non è facile – soprattutto dopo la scoppola con la Lazio, nella gara d’esordio di Castro – ma l’auspicio del popolo è che “El Pata” possa avere un impatto tale da aiutare la Spal nella corsa-salvezza. Affinché la bandiera biancazzurra continui a sventolare sul pennone della serie A. Poi ci sarà tempo e modo per rimpolpare la colonia argentina. Con altri elementi di valore. –



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