Cionek terzino nel 4-3-3 Strefezza avanzato all’ala e Di Francesco restituito al ruolo più congeniale
Mister Di Biagio schiererà la sua squadra in base al sistema che lo ha caratterizzato negli anni alla guida della Nazionale Under 21
l’analisi
L’avvento di mister Di Biagio sulla panchina della Spal crea indubbia attesa in vista della gara di debutto nella decisiva sfida di sabato a Lecce. C’è attesa per scoprire le varianti che proporrà l’allenatore, con più che probabile passaggio alla difesa “a quattro”, da lui stesso definita la base su cui lavorare, ed il probabile 4-3-3, modulo che ha caratterizzato Di Biagio nel corso della sua esperienza alla guida della Nazionale Under 21. L’allenatore non è un inegralista, ma l’impronta zemaniana avuta da giocatore ha sicuramente influito.
La Spal potrebbe quindi profilarsi così.
DIFESA
Davanti all’imprescindibile Berisha tra i pali, due difensori centrali. Tutto indica che in assoluto siano Vicari e Bonifazi, seppur entrambi destri naturali. Ma Bonifazi ha già più volte giostrato sul centro-sinistra, inoltre i due si conoscono bene e sono complementari, oltre ad essere ben noti a mister Di Biagio che in momenti diversi li ha convocati nell’Under 21. Entrambi abili nel gioco aereo, Bonifazi anche il più rapido tra tutti i centrali spallini. Il fatto è che per Lecce c’è il dubbio Vicari, alle prese con un affaticamento muscolare. In caso di assenza giocherebbe un mancino, Felipe o Zukanovic, con Bonifazi a slittare sul centro-destra. Quanto ai terzini, la Spal ne ha solo due in organico adusi alla posizione: sono Cionek e Reca, che nella Nazionale polacca vengono impiegati in quelle posizioni, a dispetto del fatto che Cionek alla Spal sia stato utilizzato soprattutto come centrale “a tre”. L’alternativa spallina a Reca è Fares, ma l’algerino dopo sei mesi di assenza a causa della rottura del legamento crociato ha in serbatoio solo l’ora di gioco di sabato scorso con la Primavera, quindi è difficile che venga lanciato dal primo minuto in una partita del genere.
CENTROCAMPO
Serviranno due interni di corsa, inserimento e pure capacità di copertura. Assente l’infortunato Dabo, per profilo Murgia e Valoti dovrebbero essere i prescelti. Castro si candida come perno centrale, a dispetto dell’essere stato soprattutto mezz’ala e/o trequartista. L’argentino però ha intelligenza tattica, visione di gioco, piede, temperamento. Può essere la posizione giusta. Altrimenti, uno tra Missiroli e Valdifiori, con Murgia, Valoti e Castro a giocarsi le altre due maglie.
ATTACCO
Ovviamente il centravanti sarà Petagna, punto fermo dello scacchiere spallino. Il bomber dovrà proporsi sia come sponda che, soprattutto, come finalizzatore, giovandosi dei movimenti delle due le ali di ruolo: Strefezza e Di Francesco. Il brasiliano verrebbe avanzato in una posizione già occupata in passato nel corso della sua giovane carriera, sia a destra (fascia naturale) che a sinistra (da dove può convergere per battere con il sinistro). Quanto a Di Francesco, ritroverebbe il ruolo a lui più consono quello sostanzialmente sempre occupato, sia al Lanciano che al Bologna e poi al Sassuolo. Quan do rientrerà dal lungo infortunio - è in fase di avvicinamento - D’Alessandro proporrà la sua candidatura.
ASSETTO
Gli attaccanti esterni in fase di non possesso dovranno rientrare, andando così a disegnare un 4-5-1 che garantirà adeguata copertura alla difesa, proponendo pure uno schermo sul trequartista leccese Saponara. —
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