La Nuova Ferrara

Sport

le indicazioni 

Qualcosa è cambiato subito ma qualcosa non cambia mai Di Biagio non fa i miracoli

Paolo Negri
Qualcosa è cambiato subito ma qualcosa non cambia mai Di Biagio non fa i miracoli

Difesa “a quattro”, manovra più verticale, centrocampisti portati all’inserimento Però errori difensivi, risultato e slancio dei singoli sono i soliti

2 MINUTI DI LETTURA







Un occhio interessato per scoprire, e cercare di capire, cosa potesse cambiare mister Di Biagio in questa Spal.

Più o meno cinque allenamenti sono pochi per poter incidere sulle dinamiche di una squadra, per trasmetterle nuova mentalità, per trasformarla dopo anni di un preciso abito tattico.

Di Biagio, bisogna dargliene atto, ha immediatamente cambiato qualcosa. Intanto, il modulo: difesa “a quattro” e 4-3-3. Il tutto per tradurre la sua idea di calcio. Propositivo, senza paura, offensivo, verticale, con partecipazione ed inserimento dei centrocampisti. La Spal ha recepito. Buon avvio, ieri. Linea difensiva abbastanza “alta”, squadra sufficientemente corta, Valdifiori regista per dettare i tempi e smistare di prima, mezzeali pronte a buttarsi dentro ed accorciare in avanti, cose che Castro ha fatto più di Missiroli pur se con esiti finali non pari alle premesse, alle intenzioni, alle possibilità avute. Petagna terminale e punto di riferimento per le ali. Di Francesco si è dimenato e qualcosa ha fatto, Valoti non si è visto. Questa valutazione di Di Biagio non si è capita: perché Valoti all’ala sinistra? Non è uomo di fascia, è sempre stata un’evidenza. Il tridente con Strefezza sarebbe stato più plausibile.

Al di là di ciò, la partita l’ha fatta la Spal. Con buona continuità ed apprezzabili sforzi. Ma anziché passare è andata sotto, poi ha rimediato, quindi ha subìto il definitivo svantaggio non riuscendo a concretizzare le seguenti chances per ripareggiarla. Il punto sarebbe servito a poco ma, come dice quello sarebbe pur sempre stato meglio di niente.

Ma se Di Biagio ha cambiato e può cambiare qualcosa, non può modificarne altre, di cose. Non è attrezzato per i miracoli. Perché alla fine gli errori difensivi (come sui due gol incassati ieri) e le caratteristiche dei singoli non mutano. La botte dà ciò che ha. Un passista non può diventare uno sprinter. Una pecorella non diventa un leone. Un leone rimane tale. Le leggerezze difensive e l’incapacità di leggere i movimenti altrui, restano. Come non cambiano i risultati e la classifica. –



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google