Spal, il nuovo corso non inverte il trend A Lecce un grave ko
Mister Di Biagio debutta con una discreta prova ma con una sconfitta Ora è “-10” dai pugliesi. Salvezza sempre più lontana, in attesa delle gare di oggi
lecce. È “solo” la classifica a condannare la Spal: mica poco. Una reazione c’è stata, ieri contro il Lecce, vuoi per la consapevolezza di giocarsi uno scontro diretto vitale, vuoi per il cambio di allenatore.
Gigi Di Biagio – ieri all’esordio sulla panchina della Spal, cinque giorni dopo aver sostituito l’esonerato Semplici – ha dato una ventata di freschezza alla squadra biancazzurra, apparsa organizzata, tatticamente in partita fino alla fine, ma anche ingenua negli episodi decisivi.
ingenuità decisive
In settimana il nuovo tecnico parlava di qualità dei suoi, che sulla carta indubbiamente non meritano questa classifica (con così pochi punti), ma hanno peccato parecchio in determinate circostanze anche nel match del Via del Mare.
Il Lecce, pur compiendo un passo indietro sul piano della prestazione rispetto alle due belle e prestigiose vittorie contro Torino e Napoli, riesce ad ottenere il successo più importante dei tre consecutivi perché mantiene a debita distanza le inseguitrici.
La Spal avrebbe dovuto vincere per sperare di accorciare, invece la distanza dalla salvezza è di otto punti (quelli che la Sampdoria ha in più, con la squadra di Ranieri però impegnata oggi in casa con la Fiorentina).
buona risposta
Se fosse solo per la partita di ieri e per la risposta data sul campo dopo l’allontanamento di mister Semplici, i biancazzurri avrebbero ancora tanto da dire in questo campionato. Ma è chiaro che dovrà servire più di un’impresa per restare in Serie A.
Di Biagio ha provato a metterci immediatamente del suo, attuando subito l’epocale cambio di modulo dopo anni di 3-5-2. Con la difesa “a quattro” ed il tridente offensivo la Spal è più pericolosa del solito, ma anche più attenta. Squadra corta, organizzata, che sa quello che deve fare; e che per mezz’ora mette in difficoltà un Lecce a tratti irriconoscibile. Manca la stoccata spallina, anche perché quello che dovrebbe essere il finalizzatore (Petagna) spessissimo si allarga, come ormai faceva spesso anche con Semplici. Il centravanti si mette generosamente al servizio dei compagni, che prediligono l’out destro – dove c’è Di Francesco – per provare a far male al Lecce. Dell’ex Sassuolo, che trova attento Vigorito, e di Castro, con un debole destro dal limite, gli unici tiri in porta in trenta minuti di predominio territoriale dei biancazzurri.
girandola di gol
Il Lecce è bravo e fortunato ad attendere il momento giusto per passare. Il rigore che Bonifazi concede ingenuamente su Majer arriva dopo una bella azione in velocità dei salentini (che saranno più bravi in questo nella ripresa). Dal dischetto, la freddezza di Mancosu non fa più notizia (nella gara d’andata il trequartista aveva realizzato una doppietta dal dischetto) e deprime la Spal.
Almeno per un quarto d’ora, perché basta l’intervallo per poter ristabilire gli equilibri. Anzi, basta un minuto e mezzo del secondo tempo: angolo di Valdifiori e Petagna anticipa Rossettini e gira indisturbato l’1-1 alle spalle di Vigorito. A quel punto la gara rispecchia l’andamento del primo tempo con la spinta spallina che stavolta dura un quarto d’ora. Il tempo di un’altra parata di Vigorito su Castro e poi Majer, dopo uno scambio rapido fra i mediani giallorossi, con un diagonale preciso fissa il risultato sul 2-1.
tentativi inutili
Di Biagio allora prima passa al 4-2-3-1, poi alla fine chiude addirittura con il 4-2-4 (inserendo Floccari al fianco di Petagna, con Strefezza e Di Francesco alle ali ed i soli Valdifiori e Valoti in mediana) e può recriminare per la doppia chance avuta da Castro (tiraccio da buona posizione) e Strefezza che calcia addosso a Vigorito, più che per la rovesciata di Di Francesco al 90’ che non inquadra lo specchio. —
Marco Rinaldi
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