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RUGBY SERIE B 

Il fanalino Valsugana mette al tappeto il Cus La zona retrocessione ora è a soli 4 punti

D.C.

Geostudio molto deludente  e le assenze non sono un alibi Senza appello il 29-3 finale  Bondoni: «Poco di quello provato  in allenamento è stato eseguito»

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PADOVA. Giornata nerissima per il Geostudio Cus Ferrara rugby battuto 29-3 in casa del Valsugana ultimo in classifica; 5 i punti conquistati dai veneti che adesso portano la zona retrocessione a soli 4 punti dai ferraresi. Le tante assenze hanno sicuramente influito ma non devono essere un alibi.

IMPEGNO IN QUESTIONE

Vista l’importanza della posta in palio, chi si aspettava un Cus con l’occhio della tigre e la bava alla bocca è rimasto profondamente deluso. Solo un paio di giocatori si son dannati l’anima, il collettivo certamente no.

«Nonostante in settimana ci fossimo allenati bene, in partita abbiamo messo in pratica poco o nulla di quanto provato – dice capitan Bondoni –. Siamo partiti bene andando in vantaggio, poi invece di incrementare la pressione ci siamo adattati. In difesa abbiamo peccato sicuramente di scarsa comunicazione rendendo le cose facili al loro attacco e in fase offensiva nelle occasioni che abbiamo avuto abbiamo mancato nel sostegno riconsegnando in pratica palla a loro».

L’avvio illude

Ferrara avanti al piede con Bondoni dopo poche battute ma il Valsugana segna la prima meta passando condurre 5-3 e allungando successivamente al piede per l’8-3 al 20’, concretizzando uno dei tantissimi fuorigioco fatti dai cussini in chiave difensiva. Ferrara abbozza, la sveglia non suona e il Valsugana va sul 15-3 poco prima del riposo. Nella ripresa nessuna veemente reazione. Ferrara non sfrutta per due volte la superiorità numerica per un doppio giallo agli avversari e alcune azioni individuali di Aboulfath e Bondoni non trovano sostegno e sfumano. Terza meta dei padroni di casa al 64’ e bonus offensivo conquistato a fil di sirena per il 29-3 definitivo.

Adesso altra sosta per meditare, poi seconda sfida salvezza con il Verona. E questa è davvero da non fallire. —

D.C.

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