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sconfitto il brescia 

La Juve vince facile anche senza CR7 E ritrova Chiellini

La Juve vince facile anche senza CR7 E ritrova Chiellini

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TORINO. La Juventus supera per 2-0 il Brescia portando a casa tre punti che le consentono di assistere con tranquillità allo scontro diretto Lazio-Inter. Nella giornata del ritorno in campo di Chiellini, entrato al 33' st al posto di Bonucci a 170 giorni dall'infortunio al ginocchio, la squadra di Sarri ha offerto ancora una prestazione inferiore alle aspettative. Un gol su punizione di Paulo Dybala nel primo tempo e il raddoppio di Cuadrado nella ripresa sono bastati per avere la meglio al Brescia di Lopez decimato dalle assenze di Joronen, Tonali, Torregrossa e Cistana. Si è poi aggiunta quella del portiere Alfonso, costretto uscire dopo 10' per un duro scontro con Higuain, ginocchiata alla testa, e portato in ospedale per accertamenti che hanno escluso la commozione cerebrale. Come se non bastasse, è arrivata l'espulsione di Ayé al 36' pt per doppia ammonizione: il secondo giallo del francese ha generato la punizione del vantaggio di Dybala. Ancora più agevole, quindi, il compito dei bianconeri con il tridente Dybala-Higuain-Cuadrado, visto che Ronaldo era a riposo.

La Juventus ha dunque ripreso la marcia dopo il ko di Verona ma non ha regalato quella prova in crescita che si aspettava Sarri alla vigilia: per il Brescia un'altra sconfitta che lo inchioda al penultimo posto, a sette punti dalla zona salvezza.

«Oggi abbiamo fatto quello che dovevamo. Abbiamo cominciato bene, poi ci sono stati 10' di impasse poi sbloccato il risultato e col vantaggio numerico abbiamo fatto girare la palla bene, l'abbiamo chiusa, abbiamo preso tre pali, abbiamo giocato come serviva». Così l'allenatore della Juve, Maurizio Sarri, dopo la vittoria sul Brescia che ha visto anche il rientro in campo di Chiellini. «Me lo sono trovato vicino pronto per rientrare e mi ha chiesto “mister quanto manca?” - ha scherzato Sarri –. Era da ieri che diceva, “nell'ultimo quarto d'ora, se siamo sul 2-0, voglio giocare, voglio giocare”. È giusto così, dopo sei mesi di sacrifici ora comincia a stare meglio anche se non ancora benissimo». —



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