Finalmente Eriksen: primo gol Una sveglia anche per l’Inter
Contro il Ludogorets il danese ha colpito anche una traversa. Gli ottavi ipotecati Conte: «Sulla nostra strada molte rotazioni e spazio a chi ha giocato meno»
RAZGRAD. Gol di destro, traversa di sinistro. E, poco prima, una volée che il portiere Iliev ha deviato in corner con un gran balzo. Tra il 12’ e il 28’ della ripresa, ecco il primo e attesissimo show di Christian Eriksen in nerazzurro. Prima del rigore trasformato al 95’ da Lukaku, è bastato a illuminare la grigia notte bulgara di un’Inter svogliata e imprecisa.
Ha combinato pochissimo in un primo tempo ai limiti dell’inguardabile, ha cambiato marcia nella ripresa a cominciare dal palo colpito al 5’ da Sanchez (tacco e doppia deviazione rivale) e ha finalmente trovato i primi guizzi decisivi del suo gioiello danese, ieri soltanto alla seconda presenza da titolare. Dopo i ko incassati da Napoli e Lazio, tra Coppa Italia e campionato, un serenissimo 2-0 utile a rendere una passeggiata il ritorno con il Ludogorets, in programma a San Siro giovedì prossimo, a tre sere dal clou in casa Juve.
Martinez squalificato
Il turnover di Conte è stato, una volta tanto, massiccio con appena quattro conferme rispetto ai titolari nella sconfitta di domenica contro la Lazio. Per la prima volta dopo 25 partite, solo panchina pure per Lukaku, poi determinante nel finale, e così in avanti si sono rivisti Martinez e Sanchez che nei 112’ giocati in coppia aveva fatto benissimo in casa di Samp e Barcellona in autunno. Ieri, invece, hanno deluso entrambi. Specie il Toro argentino, protagonista dell’ennesima ammonizione e quindi squalificato per il ritorno. Ma la vera novità è stata proprio Eriksen in campo nel 3-5-2 che Conte non abbandona.
Il danese per quasi un’oretta ha fatto pochissimo, come tutta l’ Inter. Ritmi bassi, sfida incolore anche per l’atteggiamento super guardingo dei pluricampioni bulgari che, nonostante la presenze massiccia di brasiliani, hanno badato esclusivamente al sodo. Per 50’, a eccezione di un doppio pericolo in fotocopia sull’asse Moses-Biraghi, si sono difesi senza affanni, ma non hanno mai impegnato Padelli.
Lukaku su rigore
Dopo l’intervallo, l’Inter ha aumentato la pressione, ma non la precisione. Poi, ha deciso Eriksen. Con una delle sue armi riconosciute: il tiro. Tre tentativi, uno a segno, due quasi. Sfruttando sul gol la sponda dell’appena entrato Lukaku in capo alla azione più lineare del match. In vantaggio, Conte ha fatto prove di futuro passando alla difesa a 4 e piazzando Eriksen trequartista dietro a Lukaku e a Sanchez.
Ha sfiorato due volte il raddoppio, arrivato in extremis dal dischetto dopo un «mani» di Anicet su colpo di testa di Godin. Ottavi in saccoccia, di fatto. Ottima cosa, per Conte che mette in chiaro: «La nostra strada in Europa League sarà fare delle rotazioni e dare spazio a chi ha giocato meno: dobbiamo cercare di andare più avanti possibile continuando su questa linea. Questo è un torneo che può spappolarti dal punto di vista mentale e fisico, se pensi di giocare giovedì e domenica». —
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