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Cristiano Ronaldo, 1.000 partite e non sentirle

Cristiano Ronaldo, 1.000 partite e non sentirle

Il giocatore portoghese, principale pericolo per la difesa biancazzurra, può eguagliare Rui Costa per i gol segnati da un portoghese in Italia  

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IL PERSONAGGIO

Arte e lavoro. Sembra un gioco del destino, ma forse non c’era avversario migliore per Cristiano Ronaldo nella partita in cui taglierà il traguardo delle mille partite collezionate tra club e nazionale in una carriera straordinaria.

Oggi pomeriggio contro la nostra Spal, la società polisportiva che ha nel proprio acronimo l’Ars e il Labor che rappresentano perfettamente CR7, il fuoriclasse portoghese entra nell’elite degli highlander del pallone con quota 1000 e allo stesso tempo può togliersi la soddisfazione di conquistare un altro record.

L’attaccante juventino è andato a segno nelle ultime dieci partite di campionato disputate (ha riposato domenica scorsa contro il Brescia) e a Ferrara, in uno stadio che frequenterà per la prima volta, può eguagliare il primato di Batistuta (stagione 1994/1995 con la Fiorentina) e Quagliarella (2019/2019 nella Sampdoria) che in Serie A andarono in gol consecutivamente per undici volte.

L’occasione, inutile nasconderlo, è ghiotta, a maggior ragione contro l’ultima della classifica, e con una rete il bomber bianconero può raggiungere anche Rui Costa come miglior marcatore portoghese in Italia (42 gol).

Ronaldo alimenta la sua passione anche così, ma difficilmente si volterà indietro per contemplare quel che ha combinato in questi 18 anni.

Oggi, però, è un giorno speciale.

Buono anche per chiudere un cerchio che si era aperto proprio contro un’altra squadra italiana: il 14 agosto 2002 debuttò con lo Sporting Lisbona nel preliminare di Champions contro l’Inter e alla fine della partita chiese di scambiare la sua maglia con Gigi Di Biagio, curiosamente l’attuale allenatore della Spal che forse gliela ridarebbe indietro se avesse la garanzia di fermare lui e la Juve.

Partita dopo partita, gol dopo gol, quel talentuoso ragazzino ha riscritto la storia del calcio vincendo cinque Champions e cinque Palloni d’Oro (più un’altra miriade di trofei) con Manchester United e Real Madrid. Ora va all’assalto della sesta perla e sarà proprio l’aria d’Europa a galvanizzare ulteriormente CR7 in questo 2020 d’oro: prima del Lione, però, c’è la sfida di Ferrara per regalare una vittoria in trasferta che nella Juve manca dal 12 gennaio (2-1 alla Roma).

I problemi per Sarri, però, sono altri: deve fare i conti con assenze pesanti (Pjanic, Douglas Costa e Higuain infortunati più Bonucci squalificato) e sta battendo sul tasto della concentrazione per scacciare dalla testa sia la Champions che l’Inter. Lo aiuterà il ritorno di Chiellini tra i titolari («Gli manca l’ultimo passo», dice il tecnico) e chissà che non ci sia spazio per Buffon. —

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