La Nuova Ferrara

Sport

paolo negri 

cambia il manico ma resta la sostanza

2 MINUTI DI LETTURA





Bisogna continuare a sperare nella solita cosa: che perdano anche le altre. Così, se oggi il Genoa cadesse in casa contro la Lazio, il Lecce franasse a Roma e la Sampdoria cedesse contro l’Inter, ci sarebbe sì una giornata in meno a disposizione ma il ritardo della Spal rimarrebbe uguale - per quanto molto importante - e consentirebbe di non abbassare il sipario. Però, ammettiamolo: tutto ciò (la citata speranza delle disgrazie altrui, intendiamo) rischia di essere esercizio assai sterile, oltre che pericoloso perché c’è anche la possibilità che i fatti non corrispondano alle buone intenzioni di chi tifa Spal.

La partita di ieri cosa ha detto? Che la Juve - se è questa - non vincerà alcunché in Europa, e farà pure fatica a conservare il tricolore. E che la Spal, per quanto bravina, apprezzabile, volonterosa, a lungo in partita più o meno alla pari ed a tratti anche meglio, finisce inevitabilmente per perdere sempre. La squadra ha mostrato coraggio, personalità, ha iniziato alla grande, ha corso, pressato, è andata in avanti, è giunta al tiro, ha acceso il pubblico. Non è bastato. Perché, stringi stringi, di palle-gol vere e proprie non ne ha create. E perché ha commesso i soliti errori fatali. Nel conto mettiamoci pure che la Juventus si è vista annullare un gol ed ha centrato due legni.

Il coaching di Di Biagio ha convinto per mentalità ed iniziale espressione di gioco. Meno per scelte (Valoti ancora fuori ruolo) e cambi in corsa (Fares ala, Di Francesco all’89’). Può mutare il manico, ma non la sostanza. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google