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La Spal paga anche l’11x1000 alla Juve e non fa il miracolo

Paolo Negri
La Spal paga anche l’11x1000 alla Juve e non fa il miracolo

Ronaldo a segno per l’undicesima gara di fila nella sua millesima partita Buona prova dei biancazzurri che però non graffiano e scontano le solite amnesie

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Prima (la Juventus) contro ultima (la Spal). Bianconeri pressati (da Lazio e Inter) nella corsa per lo scudetto. Biancazzurri disperati, nell’improbabile volatona in cerca della salvezza. Ieri al “Mazza” un confronto squilibrato, in teoria, che nella pratica si è dimostrato molto più sulla linea del possibile. La Spal si è presentata bene, non ha certo sfigurato, ma alla distanza ha pagato le proprie distrazioni e sullo 0-2 il gol su rigore di Petagna ha solo alimentato l’illusoria speranza di un pareggio di prestigio ma che sarebbe stato sostanzialmente inutile. A maggior ragione lo è la sconfitta. I margini di speranza a questo punto sono esauriti.

schieramenti

Biancazzurri in campo con - rispetto a Lecce, gara d’esordio di mister Di Biagio - la sola variante di Strefezza al posto di Di Francesco. Di fatto è un bel 4-5-1. Nella Juve c’è la presenza dall’inizio di Chiellini, al vero rientro (dopo l’assaggio col Brescia) successivo alla lunga assenza per l’infortunio al ginocchio. Dybala in avanti con Ronaldo: 4-4-2 di partenza, poi è il movimento dei singoli a determinare il modulo.

da applausi

Avvio indiavolato della Spal, che corre e pressa come non mai e si rende subito pericolosa, approfittando delle titubanze di una difesa balbettante a immagine di Chiellini. La squadra di Di Biagio tiene botta e tiene il campo, senza paura alcuna. “El Pata” Castro morde tutte le caviglie che gli si presentano a portata di tacchetti. E va pure al tiro. Con l’andare dei minuti la Juve riequilibra il possesso, ma non decolla, è ben lungi da un livello Champions. I biancazzurri pungono, Strefezza scalda le... natiche di Szczesny, che para proprio con le terga. Il divario di valori non si nota. Il pubblico s’infiamma. Bella Spal. Peccato che Petagna sia troppo solo.

distrazioni fatali

Ma giocar bene, essere sostanzialmente alla pari e a tratti anche meglio della Juve, non basta. E non basta non solo perché non si va a fare gol, ma anche perché emergono puntuali le solite amnesie. Ad esempio quando si lascia battere velocemente una punizione ai bianconeri, lasciando che la palla pervenga a Dybala, che poi s’inventa uno show dei suoi e solo il palo salva Berisha. O, ancor peggio, quando su bella ma leggibilissima sfera in fascia di Ramsey per Cuadrado, Reca è tanto molle quanto assente quanto in ritardo e consente al colombiano lo spunto per mettere sul secondo palo, dove per il solissimo Ronaldo (Cionek?) è uno scherzetto scaraventare nel sacco: portoghese in gol per l’11ª gara di fila (come già Batistuta e Quagliarella) nella millesima partita della sua carriera. E allora quella che per la Spal sarebbe stata una montagna diventa una scalata verso la casa degli Dei.

il principe di galles

Nella ripresa la Juventus alza un pochino i ritmi e ciò basta per mettere alle corde la Spal. Berisha fa due paratone su Ronaldo e Cuadrado, Ramsey va quasi a titillare il palo. Il Principe di Galles ha il passo di un britannico sì, però... di Malta, ma possiede intelligenza, tecnica, piede. Inutile spomparlo da mezz’ala, è un trequartista. E lo dimostra-ribadisce un attimo dopo l’assurdo cambio della Spal. Di Biagio toglie Castro per mettere Fares, schierandolo all’ala sinistra, con Valoti arretrato mezz’ala. Era sufficiente Fares per Reca. O Di Francesco per Castro, sempre con Valoti restituito alle proprie zolle. Tant’è, appena entrato Fares vede Dybala andargli via e servire sontuosamente l’inserimento di Ramsey, che solo davanti a Berisha raddoppia con pallonetto di velluto.

Gara teoricamente chiusa, ma l’improvvido Rugani “fa rigore” su Missiroli e dopo eterna attesa Var (monitor e auricolare non funzionano, vergogna tragicomica) è Petagna che la riapre dal dischetto. I minuti per cercare il pareggio ci sarebbero, ma la Spal appare senza più spinta e si espone anche ai flash juventini. L’1-3 è più vicino del 2-2, ad esempio quando Ronaldo, su punizione, timbra la traversa.

La partita si trascina. Di Biagio inserisce Di Francesco a un minuto dal termine del tempo regolamentare: non se ne capisce il senso. La Spal ha ancora la forza, in pieno recupero, di guadagnare un corner. Ma non va.

Finisce con una sconfitta onorevole contro la Juventus. Ma pur sempre una sconfitta. Un’altra. L’ennesima. Inutile continuare a sperare in qualcosa che non potrà accadere. —



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