Balboni dalla Patagonia con furore «Affascinato dall’oceano e quasi vincente»
Il 51enne biker centese ha partecipato ad un’altra gara a tappe della categoria X Country ed ha sfiorato il successo
no limits
«Ho un brutto vizio: voglio realizzare tutte le imprese che mi metto in testa. Devono però essere qualcosa di stimolante, non banale e né eccessivamente irraggiungibile. Qualcosa che mi fa battere il cuore non appena penso alla sua realizzazione e che non è proprio dietro l’angolo, ma di cui ne posso già sentire l’odore nella mente. Qualcosa che può costare fatica, che non ho mai fatto prima. La cui realizzazione potrebbe portare a diventare una persona ancora migliore di quella che si è».
Ecco la filosofia del biker cinquantunenne centese Vanni Balboni che, dopo il successo nella Bike Transalp dello scorso agosto, ha appena partecipato ad una gara a tappe in Patagonia, la “Terra Australis” , consistente in una gara di X-Country, una marathon, e due marathon più easy.
Come si è preparato per questa nuova sfida?
«Ero in pieno stacco invernale quando, verso la fine di dicembre, ho accettato questa sfida: ho pedalato con tabelle massacranti per quaranta giorni senza saltare un giorno di lavoro».
Il momento più emozionante della gara?
«È stato il passaggio sulla linea del traguardo all’ultima tappa dove, ormai fuori classifica per guasto meccanico del giorno precedente, con tutta la cattiveria agonistica in corpo ho inflitto dodici minuti al secondo che poi ha vinto la classifica generale: lo spagnolo Tomi Misser del Orbea Factory Team».
E quello più difficoltoso?
«È stata la seconda tappa, lunghissima e durissima. Dove la mia breve preparazione invernale mi ha mandato in vera crisi nel finale, costringendomi in vari tratti di salita al 30% di mettere piede a terra, diversamente dagli atleti sudamericani che, essendo in estate piena, sono già in piena attività agonista da mesi».
È appagato dalla sua gara?
«Adesso, a distanza di qualche giorno, dico di sì. Con due vittorie di tappa, senza il guasto, avrei sicuramente vinto la classifica: quindi io c’ero, poi c’è stata anche la sfortuna. In molte occasioni non serve solo essere il più forte, ma è necessaria pure una dose costante di “suerte”. Il rammarico più grande ce l’ho per colui che considero il mio fans numero uno, Giovanni “Gio” Castaldini. Avevo già pensato di dedicargliela, se fosse arrivata questa vittoria».
È riuscito a visitare anche la Patagonia?
«Coincidenza o fatalità sono arrivato tre giorni prima dell’inizio della manifestazione, pertanto non ho perso l’occasione per visitare, ovviamente in mountain bike, una piccolissima parte dell’immenso territorio della Patagonia. Ed è proprio durante uno dei giri che, giunto in cima a una delle tante montagne, guardo a destra e vedo l’Oceano Atlantico, mi giro a sinistra e trovo l’Oceano Pacifico, rimango esterrefatto e penso, anzi mi rassicuro, che non esiste un altro posto al mondo dove osservare due oceani contemporaneamente».
Un aneddoto?
«Il giorno precedente l’inizio della manifestazione mi viene comunicato che alle undici io e lo spagnolo Tomi Misser, campione del mondo XC master, avevamo appuntamento alla sede della TV regionale per un’intervista in diretta. Lo spagnolo non è una lingua difficile ma per mia fortuna vengo affiancato per la traduzione dal vice console italiano: Hector. Nato in Cile ma di origine italiana, emigrato dopo la guerra, Hector mi ha poi ospitato nella sua casa come se fossi un figlio. Neanche ci conosciamo e mi consegna le chiavi di casa dicendomi’ “fai come se fossi a casa tua”. Mia? Ma sono dall’altra parte del mondo mi dico, in un paese straniero, in casa da uno sconosciuto. Non dimenticherò mai questa persona».
La prossima gara a cui parteciperà?
«Ora un po’ di recupero e poi a testa bassa per la prossima sfida: in giugno sarò in Russia sui monti Urali per una gara a tappe di cinque giorni».
Dulcis in fundo, ha uno sportivo a cui si ispira e che prende come esempio?
«Amo tutti quelli che non sono banali ma forti improvvisatori, nel ciclismo moderno per esempio Peter Sagan». —
Valentina Cristiani
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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