Spal appesa al “fattore P” per sperare
Petagna ha realizzato il 53% dei gol, va in rete da due gare ed ha colpito il Parma sia l’anno scorso che all’andata
ferrara. P come Parma, l’avversario di domenica. Ma anche, e soprattutto, P come Petagna. L’uomo dei sogni spallini. O della speranza, se si preferisce. I biancazzurri, per alimentare la flebile fiammella della fiducia nella salvezza, si aggrappano più che mai al “fattore P”.
i numeri
Più di ogni discorso sono eloquenti le cifre. Petagna ha segnato 10 dei 19 gol complessivi (peggior attacco della serie A) della Spal. Il suo score corrisponde al 53% (o appena meno) del totale realizzativo della squadra. Il centravanti biancazzurro è 10º nella classifica marcatori di serie A, ma in tale graduatoria è il 3º degli italiani, dietro solo allo stratosferico Immobile e (per 1 gol di differenza) a Caputo che gioca in un Sassuolo di chiara matrice offensiva e con partner di alto livello (Berardi, Boga...). Inoltre, Petagna ha segnato più dei vari Milik, Belotti e Zapata.
con di biagio
Dall’avvento del nuovo allenatore, la Spal ha giocato due partite, a Lecce e contro la Juventus: perse entrambe, e sempre per 2-1. Sia in Puglia che contro i bianconeri i gol biancazzurri sono stati realizzati da Petagna, che quindi va in rete da due partite consecutive e che ha segnato il 100% dei gol spallini in questo inizio della gestione Di Biagio. Il mister non gli ha ancora trovato un partner, ma questo è problema annoso, irrisolto dal mercato di gennaio. La “famosa” seconda punta non è mai arrivata, Di Biagio ha virato su un teorico 4-3-3 che ha più l’aria del 4-5-1, e comunque né Di Francesco, né Valoti, nè Strefezza sono attaccanti di ruolo: il primo è un’ala, una punta esterna da tridente; il secondo è un centrocampista-trequartista; il brasiliano se lo si vuole leggere in pura accezione offensiva è a sua volta un’ala. Morale: al di là di apprezzabili momenti di gioco collettivo e di massimo impegno e partecipazione da parte di tutti, Petagna è rimasto sostanzialmente solo come solo era prima. È da vedere se e quando l’allenatore deciderà eventualmente di affiancargli Cerri, centravantone simil-Petagna acquistato infortunato a gennaio dal Cagliari e non ancora visto all’opera. Il rientro pare vicino, e ciò potrebbe far considerare l’ipotesi dell’artiglieria pesante, da vedere se dall’inizio oppure a gara in corso, con un modulo che diverrebbe per forza uno tra il 4-4-2, il 4-2-4 o il 4-3-1-2. Al momento sono solo ipotesi.
meglio dei ducali
Le cifre di Petagna dicono pure che il centravanti ha fatto meglio dei dirimpettai di domenica al “Tardini”. Il principale realizzatore del Parma è infatti Cornelius, con 8 gol, seguito da Gervinho e Kulusevski - due attaccanti esterni, il secondo assai atipico - a quota 5. Lontano Inglese (2 reti), condizionato dai gravi infortuni. Anche questi paragoni danno idea del peso che ha Petagna, per la Spal ed in assoluto.
tradizione favorevole
Se qualcuno crede nella cabala, nei corsi e ricorsi storici, allora ricordiamo che Petagna contro il Parma è andato a segno sia nella vittoriosa trasferta del gennaio 2019 (rimonta spallina da 0-2 a 3-2: del bomber il gol del 2-2), sia in occasione dell’ultimo successo interno della Spal in questa stagione, il 5 ottobre scorso, quando firmò la rete del decisivo 1-0 sui crociati. Un gol di testa, un gol di destro. Manca quello col sinistro, il suo piede preferito: il popolo biancazzurro auspica che tale centro “cada” domenica al Tardini e che si possa rivelare determinante ai fini del risultato finale, in una gara fondamentale.
l’appartenenza
Per la Spal, ultima a -8 dalla Sampdoria che è la prima squadra fuori dalla zona retrocessione (ma i blucerchiati hanno una partita in meno: assurdo se il recupero di Milano con l’Inter avverrà il 20 maggio, così si falsano tanto la lotta scudetto che quella per la salvezza), non ci saranno alternative alla vittoria. Petagna, a dispetto della cessione di gennaio al Napoli e dei diffusi timori che ciò potesse indirettamente condizionarlo, continua a manifestare un grande senso di appartenza, di dedizione alla causa. Sui suoi profili social ha di recente postato un significativo «Metterci l’anima non basta. Fare goal, il decimo in stagione, non basta. Ho la responsabilità di questa squadra. Devo fare di più e non abbiamo più tempo per sbagliare... ».
Ha detto tutto. —
P.N.
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