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Le società sportive divise e un calendario senza più spazi

Le società sportive divise e un calendario senza più spazi

Delle eventuali implicazioni sanitarie non parla praticamente nessuno L’interesse è rivolto invece ai punti in palio ed è un “tutti contro tutti” 

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il retroscena

Il governo per voce del ministro per lo Sport Spadafora scende in campo e tira il pallone dentro a una Lega di Serie A dove regna il tutti contro tutti. «In base alle indicazioni della comunità scientifica abbiamo dato due possibilità: rinvio o partite a porte chiuse. I vertici sportivi hanno optato per il rinvio. Una decisione che la Lega di A dovrà prendere anche in relazione alla prossima giornata di campionato», così Spadafora.

E il calendario con le sue finestre difficili, se non impossibili, da trovare ora, quando si annuncia un altro fine settimana con stadi da chiudere al pubblico o gare da posticipare nelle regioni in cui sono state procrastinate le restrizioni? La Lega, ieri, ha deciso per il rinvio, ma, nella Lega, ogni presidente è il partito di se stesso perché fra i 20 iscritti alla Confindustria del pallone non si gioca a fare sistema, seppur con i compagni di avventura del momento. Senza fronte compatto, ecco come è maturata la retromarcia, dalle porte chiuse al rinvio. Si racconta che la Lazio fosse perché Juve-Inter si giocasse: i bianconeri non stanno bene, i nerazzurri un po’ meglio, senza tifosi poteva uscire una doppia frenata. L’Inter avrebbe voluto giocare, la Juve si è espressa da subito per il rispetto delle scelte delle autorità.

Si dice che Fiorentina e Genoa fossero per un viaggio, rispettivamente a Udine e Milano, in stadi come un campo neutro e, di conseguenza, Udinese e Milan abbiano accettato il rinvio con il sorriso (in Friuli il governatore Fedriga aveva già diffidato la Lega di A a non giocare a porte chiuse). E, ora, c’è un Napoli arrabbiato perché, giovedì nel ritorno delle semifinali di Coppa Italia, troverà un’Inter molto più riposata. Non si è giocato a porte chiuse contrariamente a quanto deciso martedì. E non si è giocato anche perché chi detiene i diritti tv di eventi come Juve-Inter preferisce che lo show avvenga sullo sfondo della giusta cornice.

Sabato e domenica si ricomincia, ma con una stretta via d’uscita: altri rinvii comprometterebbero l’esito del campionato. Saprà la Lega di A trovare l’equilibrio? E la Figc ricorda come in tempi non sospetti avesse chiesto ai club un calendario diverso, magari con una partenza anticipata a Ferragosto per avere spazi liberi durante l’anno. —

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