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Rossi, la saracinesca dello United «Mi piace pensare d’essere d’aiuto»

Enrico Ferranti

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ferrara. «La pallamano rappresenta una grande passione, ma anche una parte essenziale della mia vita. Inoltre mi ha permesso di girare buona parte della nostra penisola e anche qualche paese europeo grazie a tornei, coppe e partite con la Nazionale». Michele Rossi, classe 1994, è il portiere di Ferrara United, ma è anche molto di più: una sicurezza per i compagni, un grandissimo professionista. Un fuoriclasse tra i pali e nella quotidianità.

«Indubbiamente - dice – il mio ruolo è di riferimento, nel bene e nel male: si può rovinare l’ottimo lavoro fatto dai propri compagni con una sciocchezza, così come recuperare eventuali errori fatti dagli altri nel corso di una partita. Personalmente cerco sempre di confrontarmi con tutti perché posso anche avere un maggiore esperienza rispetto ai più piccoli ma non sicuramente da poter insegnare qualcosa di specifico. Mi piace pensare che ad ogni allenamento possiamo essere tutti d’aiuto per migliorare sempre di più, considerando anche che siamo una squadra piuttosto nuova».

Una passione per la pallamano nata in terza elementare: «Grazie ad Andrea Fabbri, mio primo allenatore, che veniva un paio di volte al mese durante le ore di educazione fisica nella mia scuola. Sono bastate poche ore in palestra per farmi innamorare di questo sport». Una carriera pallamanistica, quella di Michele Rossi, di tutto prestigio: «Ho fatto le giovanili interamente a Bologna, in seguito due stagioni di serie A con lo United e nel 2013, terminata la scuola, la mia prima avventura ferrarese con l’Handball Estense; dopo Ferrara sono andato a Carpi per un anno, poi a Imola sempre per un anno per poi tornare a Bologna per due stagioni».

La scorsa estate il suo ritorno a Ferrara, sponda United: «Questa rappresenta una nuova sfida per me - spiega Rossi - che ho accettato molto volentieri perché conoscevo molti dei miei attuali compagni di squadra e sapevo di trovare uno spogliatoio fantastico, composto anche da molti giovani con cui si poteva lavorare per creare una bella squadra. Inoltre sapevo di avere come preparatore dei portieri Andrea “Furia” Ansaloni con cui già avevo giocato con l’Handball Estense e di ritrovare un grandissimo allenatore come Lucio Ribaudo, avuto sempre nella mia prima esperienza a Ferrara».

Inevitabile un pensiero sulla stagione in corso: «Il bilancio ritengo sia positivo e con prospettive molto buone per il finale di campionato; la penalizzazione ci esclude dalla zona playoff, ma cercheremo di fare più punti possibili fino all’ultima partita e vedremo dove saremo in classifica». Davvero un esempio questo portierone che si è laureato ad inizio febbraio in Ingegneria meccanica (Magistrale) a Bologna e che ora ha in progetto di iniziare a lavorare cercando di continuare a giocare e aiutare il Ferrara United per il finale di stagione. —

Enrico Ferranti

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