Il match al fianco di Spiro I suggerimenti e le tensioni «Tommy, guida tu da dietro»
Nell’ovatta dell’MF Palace ecco la partita vissuta ad un passo dalla panchina e dall’allenatore della formazione biancazzurra
l’avventura
Marco Nagliati
Manca tutto. Il sesto uomo in curva, la gradinata col bandierone. C’è, però, una partita. Che ha barcollato in mattinata (si gioca, non si gioca, si gioca...): poi l’ultimo petalo della margherita è stato “in campo”. Tra i molteplici disorientamenti di un basket a porte chiuse, uno spiraglio da cogliere: vivere una gara ufficiale al fianco di coach Leka. Un paio di metri dietro la panchina. Feli Pharma-Roseto la giochiamo al fianco di Spiro. Dell’effetto del pubblico per caricare il team se ne fanno carico dirigenti e staff. Battimani intensi e ripetuti, incitamenti. Linguaggio del corpo da combattimento. Leka invece è composto. A 2’41” dalla palla a due chiama la truppa, disegna alla lavagnetta gli ultimi dettami tattici. Poi, pugno su pugno, si gioca.
post alto
“Difesa alta e occhio allo scivolamento in post di Rodriguez” suggerisce a Wiggs. Campbell sbatte sul blocco, si perde Nikolic: «Ma diavolo... Tatu, cambia sempre e prendilo tu”. Ma non va bene: gli ospiti dominano a rimbalzo. Break abruzzese 4-11, Leka è teso. Time out: “Abbiamo lasciato due tiri aperti da tre, tre rimbalzi offensivi concessi e due perse. Loro sono reattivi: o pareggiate la reattività oppure finisce qua”. Al 10’ punteggio sul 27-24, il Kleb è impreciso in tutto. “Quanti rimbalzi ci devono prendere? Quanti? Non fate cambi difensivi se poi non difendete” sibila Leka. Nella battaglia aerea la Feli Pharma soffre. Dincic duro su Fantoni: fallo. Nemanja si lamenta, Tommy lo guarda storto: “Vuoi portarti a casa il mio braccio?”. In area rosetana volano colpi, Spiro salta e si agita. Arriva l’arbitro: “L’unica cosa che posso dire è che il collega era in perfetta linea d’osservazione”. Wiggs forza e va fuori giri. Leka: “Gioca la palla, giocaaa...”. Smorfia e pollicione alto di Sekou. All’intervallo 49-39.
sofferenza
Si riparte. Due dritte per Campbell che marca Nikolic “sali alto, poi dietro hai Fantoni che ti protegge”. Fallo su Campbell, niente fischio: la panca salta in piedi come tappo di spumante a Capodanno. Arriva l’arbitro: “Calmi e seduti”. Il Kleb non ha presa sulla partita. Time out Spiro: “Aggressivi e tenere il face to face; “Balda”, se vedi l’uno contro uno vai dentro”. Al 30’ Roseto sorpassa (72-74). Leka agita le braccia verso il basso: calma, calma... Controsorpasso estense (79-76). È punto a punto. “Adesso uniti, tagliafuori su Pierich. Palla a Vencato spalle a canestro”. La strategia funziona ma Roseto ha la palla del pari. Leka mulina l’indice: “In attacco muovere palla, far scorrere il tempo. Dietro Tommy guida tu con la voce, su Pierich solo braccia alte e niente fallo. Oh, attenti al blocco che faranno per liberare Rodriguez”. Funziona tutto, Roseto non segna. Hurrà, s’è vinto. —
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