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Un ritorno alla vittoria che non può essere assaporato

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Tutti contro tutti. Benvenuti nella Repubblica delle Banane, alias Italia.

Dal calcio in su (o in giù) è tutto un disastro. In tale contesto, ieri la Spal ha giocato a Parma una partita che - visto che il caos generalizzato, il clima di incertezza, le notizie contrastanti, comunicati e controcomunicati - ha rischiato di non essere disputata ed è poi iniziata con 75 minuti di ritardo. E dovremmo star qui a parlare delle cose di campo? Proviamo.

La Spal ha conquistato una vittoria, la prima dell’era Di Biagio che in teoria avrebbe fatto e farebbe tanto bene. Nel senso: ritorno al successo, terza affermazione stagionale in trasferta, prima gara “da una vita” senza gol al passivo, ultimo posto abbandonato (a patto che il Brescia non vinca oggi a Reggio col Sassuolo), tre punti fondamentali per continuare a sperare nella rimonta salvezza. Il problema è che tra la teoria e la realtà c’è un abisso. Posto che la Spal ha giocato male ma la cosa importa relativamente (contava la vittoria) ed oltretutto questo giocare male potrebbe anche essere stato la chiave per venire a capo del Parma (non sviluppando una chissà quale manovra, attaccando relativamente, la Spal non si è scoperta, non ha lasciato spazi e non ha consentito ai crociati di sfruttare la loro arma favorita: il contropiede. Il Parma ha solo ruminato calcio), ecco, posto tutto ciò, due considerazioni.

La prima: il Genoa ha vinto a San Siro contro il Milan e la Sampdoria ha battuto in rimonta il Verona. Così la Spal resta a -7 dai rossoblù terzultimi ed a -8 dalla Samp prima squadra in zona salvezza (i blucerchiati hanno anche una gara da recuperare, contro l’Inter). Se non si fossero imposti, i biancazzurri adesso sarebbero fritti. Con il successo, invece, restano in corsa, pur se con handicap invariati. È dura, al limite del proibitivo, ma chissà: sabato c’è il Cagliari, dopo ci saranno gli scontri diretti con le genovesi. Tutto potrebbe capitare. Forse.

Già. C’è un altro aspetto, la seconda considerazione: se domani il campionato viene sospeso, poi non sappiamo cosa potrà accadere. Ed il successo di ieri a Parma equivarrebbe a zero. Gli scenari potrebbero essere tre: chiedere lo slittamento dell'Europeo all'Uefa per aver più date a disposizione per recuperare le partite perse. Studiare un calendario alternativo ma ora quasi inimmaginabile. Oppure dichiarare finito il torneo. Ma cosa succederebbe con scudetto e retrocessioni? C’è chi vuole che si congeli la classifica attuale, e ciò permetterebbe a tutti di mantenere la categoria ma a nessuno di vincere. Però non c’è unanimità perchè oltre a non assegnare il tricolore si porrebbe il problema di vanificare l’impresa del Benevento che sta stravincendo la B e meriterebbe di giocare in A nel 2020/21.

A causa di tutto ciò, la Spal non può gustare la vittoria di ieri a Parma. —

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