Spal sbloccata E adesso pensa positivo
A Parma prima vittoria dell’era Di Biagio e serie-no interrotta Se si tornerà in campo, Genoa e Samp ancora raggiungibili
Per dirla alla Catalano: meglio vincere che perdere...
la visione
Ah, certo. Non ci sono dubbi. E la Spal necessitava imperativamente di un ritorno all’affermazione. Detto e fatto: a Parma, domenica, sono stati conquistati i tre punti. Vittoria significativa, da almanacchi, per mister Di Biagio: primo successo da allenatore in serie A. Prima vittoria da quando guida la Spal (era la sua terza partita in panchina). Detto ciò, un’evidenza: i biancazzurri rischiano di farsene poco. Tutto ciò, in una visione negativa. Ma sono fatti, non opinioni, le contemporanee esultanze piene di Genoa e Sampdoria. Come dire che le due formazioni genovesi (rispettivamente terzultima e quartultima) restano a +7 e +8 sulla Spal.
E allora? Semplice: bisogna guardarla con una visione positiva. Non si fossero imposti, adesso i biancazzurri sarebbero virtualmente retrocessi. Invece no, restano lì, sono vivi, aggrappati al filo della speranza.
le prossime sfide
Anche perché (ammesso che quest’anno si torni mai a giocare), la Spal poi troverà il Cagliari (al “Mazza”), quindi – nello scorrere del cammino – avrà Sampdoria, Genoa, Udinese, Brescia... Tutte in trasferta, ma tutti scontri diretti. E dovrà vedersela pure con Milan, Verona, Torino, Fiorentina. Tutte prive di obiettivi (ad eccezione probabilmente del Toro, che comunque sarebbe avversario alla portata). Come dire che di punti basilari da conquistare ne restano parecchi, e potranno essere conquistati, e se verranno conquistati potrebbero/dovrebbero ribaltare le gerarchie della lotta salvezza, alimentando il sogno biancazzurro.
Se così è, se così sarà, la Spal avrà i tre punti presi a Parma come ideale trampolino di rilancio. Da qui in avanti, però, per farcela, dovrà giocare in maniera ben diversa rispetto a quanto fatto al “Tardini”. Ok, mettiamoci dentro tutto: l’irreale cornice priva di pubblico, la gara rinviata proprio mentre stava incominciando (ed avviata dopo 75 minuti di attesa), l’importanza della posta in palio (come si diceva una volta. . . ). Elementi sicuramente condizionanti, che possono pure avere influito sul rendimento in campo. Ma, crediamo, c’è anche dell’altro, molto altro.
la manovra
La Spal a Parma si è presentata molto chiusa, con un inedito centrocampo “a quattro” che in fascia aveva Murgia (un mediano/mezz’ala) a destra e Fares (un terzino) a sinistra, con Valoti trequartista dietro l’unica punta Petagna. I biancazzurri hanno sviluppato un’azione in tutto il primo tempo, e non hanno mai tirato in porta. Meglio nella ripresa, con la conclusione (bella, ma centrale) di Valoti, il rigore chiesto dallo stesso giocatore e poi quello accordato (sempre per fallo su un Valoti che nel secondo tempo ha nettamente elevato il proprio standard di rendimento) e trasformato da Petagna per la rete vincente. Il penalty, in pratica, ha rappresentato il solo tiro spallino verso la porta del Parma. Nel conto mettiamoci pure i due gol che si è divorato il dormiente Gervinho, che aveva una faccia tipo quella di Ronaldinho fotografato in tribunale in Paraguay. Ma se l’ivoriano sonnecchiava, non è colpa della Spal.
Che non giocando, stando chiusa, mettendo un altro terzino (Sala) quando è uscito Fares (con l’ex Samp a destra e Valoti dislocato a sinistra) ha continuato a presentare gente fuori ruolo e a non esprimere calcio, ma in tal modo ha impedito al Parma di trovare spazi e sfruttarli, come amano fare i ducali. Che, invece, dovendo tenere pallino hanno prodotto solo una manovra asfittica. Dunque, può essere stata tutta una strategia. Vincente. E vincere era l’urgenza del momento.
addio fanalino
Epperò, dicevamo, nell’ipotetica ripresa di campionato servirà un atteggiamento diverso, perché in determinate partite per vincere servirà molto di diverso e di più. Più soluzioni offensive, più sostegno a Petagna. Nulla di nuovo.
Intanto, è stato importante invertire la tendenza, tornare al successo dopo cinque sconfitte consecutive, lasciare l’ultimo posto (ora occupato dal Brescia, ieri sconfitto dal Sassuolo). È già qualcosa. –
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