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Braiati avverte: «Sarà un calendario da lacrime e sangue»

Alessandro Bassi
Braiati avverte: «Sarà un calendario da lacrime e sangue»

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ferrara. In tempi normali, nulla porta sfortuna come la parola vice. In tempi eccezionali (e di questo tutti converranno) ad attirare l’attenzione è sempre e comunque la parola “Presidente”. Con la maiuscola, ovvio. Fermo restando che si debbono seguire le indicazioni epidemiologiche, nulla vieta di parlare di futuro. Ed allora è opportuno parlare con il presidente del Comitato regionale dei dilettanti: Paolo Braiati.

calcio e futuro

Braiati, prova a discutere di calcio e di futuro: «Adesso che abbiamo tanto tempo libero da passare in casa, perché no? Ma non è che ci sia tanto da dire, tornando seri, tranne che la situazione è fluida. Non ci sono certezze che vadano fuori dalle scelte prese per la salute di tutti. Noi possiamo solo dire che siamo chiusi, e lo siamo fino al 3 aprile. Niente gare, niente partite, personale in ferie ed uffici chiusi. Se poi ci chiediamo cosa succederà dopo il 3 aprile, anche qui non ci sono certezze».

«Il movimento sportivo non è qualcosa che si possa accendere e spegnere con un gesto ed in una data - spiega Braiati - e non possiamo nemmeno dire che rimandiamo tutto al 3 aprile, perché noi dobbiamo, e lo abbiamo fatto, ragionare in termini di ripresa, recupero, e quant’altro. Questo, ovviamente, nel caso che si riparta; o meglio, che sia possibile ripartire, in quella giornata. Non è detto, infatti, che si parta subito. Le squadre devono avere un minimo di spazio per mettersi in condizione. Diciamo una settimana. Però consideriamo che i provvedimenti possono essere prolungati, e quello sarebbe un problema. Serio».

tempi

Legato chiaramente ai tempi di chiusura dei campionati. «Anche. Se le date restano quelle di inizio stagione, dovremo andare avanti con molti recuperi: sarebbe un calendario di lacrime e sangue, con anche cinque partite in due settimane. Con tutto quello che ciò comporta e considerando di chiudere nei tempi previsti e di ripartire a inizio aprile. Va detto che oltre a questa situazione abbiamo anche un’altra opzione. Ma sarebbero comunque scelte difficili».

«Per quanto riguarda la chiusura anticipata o altre soluzioni che vadano oltre la possibilità di recupero - premette Braiati - , ovviamente non abbiamo competenza e dovremo attendere le decisioni della Lega Nazionale Dilettanti, che valuterà in merito a promozioni e retrocessioni nel caso i campionati vengano bloccati o interrotti definitivamente. Molto dipende da quando si potrà riprendere. Ci sono altre situazioni che hanno la precedenza. Soprattutto, consideriamo una cosa importante: a livello professionistico cominciano a verificarsi casi di positività. Ai nostri livelli è necessaria un’attenzione anche maggiore. E poi, ragioniamo sul futuro: ora tutto è chiuso, le attività, le fabbriche. Le sponsorizzazioni, i sostegni, non sono scontati. Ripartire non sarà facile per nessuno e non solo per questa stagione». —

Alessandro Bassi

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