“From Parma, to Parma”: la rinascita di Fares può essere una certezza in più per Di Biagio
Al Tardini l’anno scorso una sua rete fu svolta salvezza e decollo personale, mentre quest’anno contro i ducali è tornato titolare dopo l’infortunio
la rinascita
Dalla scintilla alla nuova “confidenza”. Il prato del Tardini non sarà mai banale nella mente e nel cuore di Mohamed Fares. Lo scorso anno quel missile capace di far svoltare la rincorsa salvezza della Spal e la propria stagione personale, a questo giro il ritrovamento di una casacca da titolare dopo il terribile infortunio estivo di Cesena. Tutt’altra situazione, tutt’altro contesto, tutt’altro tutto. Ma l’intensa storia biancazzurra di “Momo” può veramente esser veramente riassunta con un bel “from Parma, to Parma”.
playstation
L’esterno algerino, classe 1996, sta trascorrendo queste difficili giornate senza calcio assieme a quella che in questo momento appare la sua compagnia preferita: la PlayStation, riportata più volte nelle proprie storie di Instagram a testimonianza dei duelli vinti a distanza (online) con amici e colleghi.
Nessuno sa quali saranno le sorti del campionato e della seconda parte di stagione spallina, ma un dato di fatto è certo: Fares è tornato e sarebbe pronto per cimentarsi nei vari rettangoli verdi, se naturalmente vi saranno le condizioni e le possibilità di farlo. Pronto sì, anche se ancora privo di quella condizione fisica e atletica che potrà migliorare soltanto scendendo in campo (con le partite, s’intende). Va ricordato che il numero 93 spallino si era lesionato il legamento crociato anteriore sinistro in quel di Cesena l’8 agosto scorso (subito dopo il rientro dalla Coppa d’Africa).
Il 19 dello stesso mese era arrivata l’operazione, poi un lungo calvario tra stop e riabilitazione che l’ha portato al primo vero test l’8 febbraio con i sessanta minuti disputati a Venezia assieme ai vincenti ragazzi della Primavera di mister Fiasconi.
convocazione
Il giorno seguente Semplici l’aveva voluto simbolicamente tra i convocati di Spal-Sassuolo, portandoselo con sé in quella che sarebbe stata poi l’ultima panchina biancazzurra del tecnico toscano. Di Biagio ha fatto lo stesso una settimana dopo, convocando Fares per Lecce ma senza utilizzarlo. L’esordio stagionale è arrivato all’appuntamento seguente al Mazza contro la Juve di Cristiano Ronaldo, con quella mezzora finale da attaccante esterno mancino nel tridente scelto per assaltare il fortino bianconero. A Parma, poi, la prima maglia da titolare di questa stagione (sessantadue minuti complessivi) nel ruolo di “quarto alto” a centrocampo.
in vetrina
Di Biagio vorrebbe puntare molto su Fares, definito «uno dei giocatori più applicati durante il lavoro quotidiano nel comprendere le nuove richieste tattiche legate al ruolo». Che in questo momento l’ex c.t. della Nazionale Under 21 ha chiaramente indirizzato verso la seconda parte (offensiva) mancina del gioco, con Reca in copertura. Questo, molto probabilmente, per evitare al calciatore algerino di dover operare su tutta la corsia in una condizione atletica non ancora ottimale. Tuttavia, per caratteristiche e copertura degli spazi, Fares è apparso decisamente più a proprio agio come quarto di sinistra che come terzo nel tridente. Poco cambia, magari penseranno alcuni, ma ai livelli di serie A anche solo piccoli dettagli in determinate porzioni di campo permettono di esaltare o meno alcune precise caratteristiche. La duttilità fa sicuramente parte del bagaglio del giovane assistito di Mino Raiola e tale base permetterà – in futuro – a mister Di Biagio di avere certezze in più su cui appoggiarsi. —
Alessio Duatti
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