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Senza Olimpiadi -0,3% per il Pil giapponese 

Lo sport conta le perdite Club e interi Stati nei guai

Lo sport conta le perdite Club e interi Stati nei guai

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il dossier

Conti, contratti, sponsor, diritti tv. L’emergenza coronavirus rischia di diventare uno tsunami per le casse dello sport. Dai Giochi di Tokyo 2020 all’Europeo di calcio, passando per i vari tornei nazionali, dalla Formula 1 al ciclismo il peso dello stop forzato per l’emergenza sanitaria rischia di complicare e non poco i bilanci e anche il futuro di certe realtà.

Assai complicata la situazione per i Giochi in Giappone. Gli organizzatori continuano a sostenere che le Olimpiadi inizieranno, senza ritardi, in luglio. Un rinvio significherebbe un disastro economico, con il rischio di perdere circa 3 miliardi, lo 0,2% del Pil nel terzo trimestre, secondo i calcoli del capo economista di Citigroup Global, Kiichi Murushima. Il Giappone ha speso 12,6 miliardi per le infrastrutture e altri 9 per i lavori collegati. Se i Giochi saltassero, le ricadute sarebbero ingenti: la Banca del Giappone prevedeva in incassare quest’anno 74 miliardi dal turismo, il 20% in più rispetto ai 41 dell’anno prima. Discorso a parte meritano i diritti tv, che hanno fatto incassare al Cio 4, 5 miliardi, il 73% delle entrate complessive.

Il calcio europeo dipende – economicamente parlando – da Europei e Champions i cui introiti rimpinguano i bilanci dei club che in mancanza di entrate rischiano la sopravvivenza. Dopo una strenua resistenza anche l’Uefa ha capito che si doveva fermare ed ora è chiamata a decidere su Euro 2020 che da solo vale circa 2,2 miliardi di euro (700 milioni di spese, 371 milioni di premi per le 24 finaliste; 775 milioni del progetto «hattrick» per le 55 federazioni europee per lo sviluppo del movimento calcistico e 200 milioni da dare ai club come compenso per il rilascio dei giocatori) con lo spostamento – che sembra l’unica soluzione, al momento – che farebbe aumentare i costi di 300 milioni. Spostare l’Europeo significherebbe salvare le Coppe, sempre che l’emergenza si esaurisca il 3 aprile. Champions, Europa League e Supercoppa valgono circa 3,3 miliardi all’anno. Di questi, 300 milioni sono destinati alle spese, 227 in solidarietà, 100 vanno ai club eliminati nei playoff, 130 sono distribuiti alle Leghe, 140 sono per il «calcio europeo» (arbitri e via dicendo). Il resto, circa 1, 4 miliardi, va ai club.

Fa i conti con le ricadute economiche per l’emergenza sanitaria anche il circus della F1 con le perdite, secondo le prime stime dopo gli annullamenti dei primi gp, che potrebbero arrivare a 80 milioni. Secondo alcune stime, la quota di partecipazione al Gp di Cina è di 33,1 milioni di dollari all’anno, con altri 5,1 milioni dalla vendita di biglietti. Mentre il Gp del Vietnam costerà alla Formula 1 circa 46 milioni di dollari. Cifre destinate ad aumentare. I mancati introiti andranno ad influire pesantemente sulle divisioni dei premi che vengono distribuiti ai partecipanti del campionato.

Mentre l’elenco delle grandi manifestazioni annullate si arricchisce di giorno in giorno, fa i conti con l’emergenza coronavirus anche il Giro d’Italia che da solo muove un giro di affari complessivo di circa 70 milioni di euro e un indotto importante. —

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