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Dopo i successi di Brignone e Moioli 

Tris di coppe sulle nevi per l’Italia Wierer è ancora regina del biathlon

Stefano Mancini
Tris di coppe sulle nevi per l’Italia Wierer è ancora regina del biathlon

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«Andrà tutto bene, vinceremo insieme» aveva scritto sulla carabina Dorothea Wierer. Una promessa all’Italia chiusa in casa che si è appassionata alla sua storia e all’imprevedibilità del biathlon in queste giornate senza gli sport dei grandi ascolti. Dorothea, il suo impegno con il Paese lo ha mantenuto. Nel modo più complicato e imprevedibile, al termine di una gara in cui nemmeno lei si era resa conto del risultato, ha alzato al cielo la sua seconda coppa del mondo consecutiva. Ad applaudirla c’erano solo gli addetti ai lavori, perché la prova a inseguimento di Kontiolahti, Finlandia, si è disputata a porte chiuse.

Il suo trionfo segue quelli di Michela Moioli nello snowboard e di Federica Brignone nello sci. Tre ragazze vincenti, con in comune il sorriso velatamente triste della dedica all’Italia malata. Chiamarle valanga rosa è riduttivo, perché si sono prese le nevi di sport diversi, tutte insieme, a distanza di pochi giorni. La Moioli aveva il nonno contagiato dal Covid19. Ha vinto anche per lui, «ma adesso sta un po’ meglio», miracoli dello sport.

Gli sport invernali sono gli ultimi ad arrendersi alla pandemia, di poco in anticipo sulla fine dell’inverno. Wierer chiude il trittico azzurro con una rimonta inaspettata. Dopo la sprint di venerdì partiva con 50 secondi di ritardo dalla sua rivale diretta, la norvegese Tiril Eckhoff. «È stata la mia gara più brutta – racconta –. Ho sparato male e faticavo a restare concentrata, però il mio allenatore mi ha detto di tenere duro. Ho cercato di vincere per l’Italia e ci sono riuscita. Sono felice». La coppa si è decisa all’ultima serie di tiri: la Eckhoff ha sbagliato tre volte, Dorothea una . E così la situazione si è rovesciata: le due contendenti sono arrivate al traguardo insieme, la norvegese appena davanti, decima e undicesima.

Il successo di giornata se l’è aggiudicato la francese Julia Simon davanti alla svizzera Selina Gasparin e all’altra italiana Lisa Vittozzi, al secondo podio individuale stagionale. Ma la copertina è tutta per Wierer. «Solo insieme ce la faremo, noi italiani facciamo sempre vedere nei momenti difficili di quale pasta siamo fatti». La fatica e la gioia per l’impresa sportiva si mescolano ad altri sentimenti. «Sono arrabbiata e delusa per quanto successo sinora e un po’ preoccupata per la situazione in Italia e nel mondo, spero finisca presto». L’epidemia ha cercato di fermarla, ma lei è stata più veloce. È successo la settimana scorsa alla vigilia delle gare di Nove Mesto, in Repubblica Ceca, con le frontiere che per gli italiani si stavano restringendo. Per evitare il rischio di essere bloccata al confine, Dorothea è volata da Bolzano su un jet privato con Federica Sanfilippo, la compagna di squadra con cui condivide le camere d’albergo, e a Lukas Hofer. Nella mass start ha ottenuto un quinto posto fondamentale.

Wierer è la prima azzurra degli sport invernali ad aver vinto due coppe del mondo consecutive. È il suo anno magico. Il mese scorso ai Mondiali di Anterselva, il suo paese in Alto Adige, aveva portato a casa due medaglie d’oro. Alla soglia dei 30 anni, si prepara per l’ultimo trionfo, quello che le manca: l’oro olimpico a Pechino 2022. —



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