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la speranza 

«Se Tokyo si facesse ripartirebbero le nostre vite»

M.Na.

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ferrara. Sarebbe stata un’estate mitica: Europei di calcio, Olimpiadi. Forse lo sarà ancora, ad oggi tutto rimane nel grembo di Giove. «L’incertezza sulla realizzazione o meno delle prossime Olimpiadi è un nervo scoperto - afferma Magnani -; spero tanto che alla fine si riesca a sconfiggere in fretta il coronavirus e tornare a parlare di sport. Perdere la quadriennalità dell’evento olimpico toglie un po’ l’essenza e la sacralità della manifestazione stessa. Organizzare un’Olimpiade significa cambiare volto ad una città, ma già anni prima man mano che nascono impianti e strutture. Dal punto di vista organizzativo è un’operazione complessa e posticiparla non so davvero quanto sia possibile. Senza trascurare le enormi risorse economiche che sono già state investite».

«Riprogrammare un’Olimpiade è incredibilmente complicato e chiama in causa anche le televisioni. I grandi eventi sono scansionati anche per non accavallarsi, potendo così ottenere l’attenzione massima dei produttori televisivi. È un grande gioco ad incastri». Eppure l’ipotesi che i prossimi grandi eventi saltino sta iniziando ad entrare nei discorsi del Cio. «Comunque vada, chiaro che la stagione è condizionata - dice Magnani - : penso agli allenamenti, alle qualificazioni olimpiche... Però se i Giochi si facessero ad agosto significherebbe aver superato il virus, con il ripristino veloce della normalità. Se Tokyo 2020 andasse in scena sarebbe una ripartenza alla grande delle nostre vite».—

M.Na.

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